Amarcord Venezia calcio: la meravigliosa salvezza del 1998-1999

ultimo aggiornamento: 23/09/2020 ore 21:43

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Amarcord Venezia calcio: la meravigliosa salvezza del 1998-1999

Se avete avuto la fortuna di essere tifosi del Venezia calcio alla fine degli anni Novanta, adesso ricorderete con grandissimo affetto quei tempi. Il Pierluigi Penzo stracolmo di tifosi che vivranno una delle cavalcate più emozionanti culminate con la salvezza, dopo un girone di andata che aveva posto praticamente le basi per vivere una stagione più che fallimentare.

Tutto è cambiato, però, nel girone di ritorno, quando venne cambiata completamente marcia, anche grazie ad un giocatore che arrivò in Laguna e stravolse completamente la squadra. Stiamo parlando del “Chino” Recoba, il cui sinistro fu fondamentale per poter raggiungere la salvezza al termine della stagione: senza l’attaccante uruguaiano, infatti, difficilmente il Venezia avrebbe potuto compiere un girone di ritorno simile.


Un ruolino di marcia completamente inverso rispetto al girone di andata, al punto tale che sorprese anche tutti coloro che erano abituati a scommettere sul calcio. I bookmakers chiamerebbero quel Venezia “underdog”, nel senso che nessuno si sarebbe aspettato un percorso simile nel girone di ritorno. Al giorno d’oggi, ad ogni modo, chi ha la sensazione che qualche squadra possa replicare una simile favola ha la possibilità di puntare e scommettere in modo estremamente rapido sul web. Sono tante le piattaforme che vengono messe a disposizione degli appassionati, ma senza ombra di dubbio NetBet è una delle migliori, sotto ogni punto di vista. Prima di tutto per quanto riguarda l’esperienza di gioco coinvolgente e divertente che viene garantita, ma anche per l’elevato grado di sicurezza e affidabilità che caratterizza da sempre questo portale.

In panchina Novellino spingeva per un 4-4-2 molto aggressivo

Il Venezia era una delle numerose squadre in lotta per non retrocedere. Eppure, dando un’occhiata dopo diversi anni a quella formazione, sicuramente un po’ fa impressione la concorrenza presente nella Serie A in quegli anni.


Per Novellino si tratta della prima esperienza su una panchina nella massima serie e, di conseguenza, c’è l’esigenza di ritagliarsi un ruolo da protagonista, con tutte le dovute proporzioni del caso. Il tecnico puntare su un 4-4-2 in cui agonismo e spirito di sacrificio, almeno nei suoi propositi, avrebbero dovuto farla da padrone.

L’undici titolare

In porta non poteva che svettare Massimo Taibi, che aveva già tanta esperienza alle spalle, ma arrivava da un anno particolarmente tribolato con la maglia di una big come il Milan. Una grande volontà di riscattarsi: così arrivò in Laguna.

Nella retroguardia difensiva schierata davanti a Taibi, possiamo notare un bel mix tra esperienza e gioventù. Luppi è stato sicuramente una guida importante, in modo particolare per il giovanissimo Pavan, visto che si trattava dei due difensori centrali. I terzini erano due gregari, ma con una predisposizione innata per la corsa e per la resistenza: stiamo parlando di Carnasciali e Dal Canto.

Spostandoci in mezzo al campo, tutti i palloni passavano dalla sapiente regia di Sergio Volpi, ex Piacenza, che orchestrava il gioco servendosi degli inserimenti senza palla soprattutto di Fabian Valtolina, ma anche della preziosa collaborazione di Pedone e Miceli. In attacco, invece, l’arte di fare gol pesava tutta sulle spalle di Pippo Maniero e Stefan Schwoch.

Il colpo, però, arriva dal mercato, quasi in modo inatteso. L’Inter di Gigi Simoni, infatti, si è da poco assicurata un giovane talento di origini sudamericane, che ha bisogno chiaramente di giocare per fare esperienza. Stiamo parlando di Alvaro Recoba, che punta su Venezia proprio perché vuole essere titolare e la squadra lagunare decide di accoglierlo a braccia aperte, sacrificando nientemeno che Schwoch, che passa al Napoli. Ebbene, la coppia Maniero-Recoba fece davvero le fortune del Venezia, diventando una delle più pericolose, nonché una di quelle in grado di segnare più reti in tutto quel campionato. L’estro di Recoba si mixa perfettamente con la caparbietà e la freddezza sotto porta dell’ex Padova.

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