Venezia arretra al 46. posto come qualità della vita, e non è certamente una bella notizia. La classifica è il rapporto annuale del Sole 24Ore che vede scendere la nostra città al 46° posto sulle 107 province d’Italia.
Cosa dire? Che la bellezza non basta più? Oppure – come i veneziani già sapevano da tempo – che un conto è osservare la città con gli occhi di un visitatore, un altro è viverci.
Venezia, la perla della laguna e simbolo del turismo mondiale, si trova a fare i conti con una realtà sempre più complessa negli ultimi anni e ciò lo si può evincere dal Rapporto sulla Qualità della Vita 2024 stilato dal Sole 24 Ore.
La città metropolitana ha perso ben 14 posizioni, scivolando al 46° posto in classifica rispetto al 2023. Una retrocessione significativa, che senz’altro accende i riflettori su alcune criticità del territorio e che solleva anche qualche interrogativo sui criteri utilizzati per stilare questo rapporto annuale, giunto alla sua 35ª edizione.
Venezia tra luci e ombre
Il punteggio complessivo di Venezia è di 572,3 punti, calcolato sulla media dei sei macro-parametri: ricchezza e consumi, affari e lavoro, ambiente e servizi, demografia e salute, giustizia e sicurezza, cultura e tempo libero.
Ecco le performance più rilevanti di Venezia nei singoli indicatori:
7° posto per affari e lavoro: buone notizie grazie alla crescita delle start-up e delle attività imprenditoriali.
9° posto per cultura e tempo libero: un risultato che conferma Venezia come polo culturale internazionale, tra eventi, musei e offerta artistica invidiabile.
60° posto per ricchezza e consumi: una performance in calo, segnale di un potere d’acquisto sempre più messo a dura prova.
102° posto per giustizia e sicurezza: una delle peggiori performance, con un calo significativo dovuto all’alto numero di denunce di fatti criminosi.
107° posto su 107 per la gestione dei procedimenti giudiziari: un risultato emblematico, che stride con l’inaugurazione del nuovo lotto della Cittadella della Giustizia.
Un quadro che, se da un lato celebra la forza attrattiva imprenditoriale della città, dall’altro evidenzia problemi strutturali e organizzativi che rischiano di soffocare la qualità della vita dei residenti.
Affitti alle stelle e costo della vita: la questione abitativa
Uno dei dati più preoccupanti riguarda il settore immobiliare. Secondo il rapporto, a Venezia servono ben 159 mensilità di stipendio per acquistare un appartamento di 60 metri quadrati in una zona semicentrale. Una cifra che pesa enormemente sui bilanci familiari, spinta anche dalla forte pressione degli affitti brevi legati al turismo.
15 milioni sono le presenze turistiche registrate ufficialmente ogni anno, anche se molti ritengono che la cifra reale sia ben più alta, soprattutto se si considera il sommerso. Un turismo che, pur essendo la principale fonte economica del territorio, sta trasformando Venezia in un luogo sempre meno abitabile per i residenti, spingendoli verso la terraferma.
Questo mentre sempre più spesso gli operatori commerciali che guadagnano con il turismo risiedono proprio in terraferma, arrivando in laguna la mattina e ripartendo la sera.
Sicurezza: una statistica da rivedere?
Il dato sulla sicurezza pone Venezia tra le ultime città d’Italia nella classifica. Tuttavia, secondo le istituzioni locali, questa classifica non tiene conto di un aspetto cruciale: i milioni di visitatori che ogni anno affollano la città e le spiagge del litorale. “Sono numeri vanno contestualizzati,” ribadiscono dalla Città Metropolitana.
Nord-Est protagonista, ma Venezia arranca
Mentre Venezia perde evidentemente terreno come qualità della vita, altre città del Nord-Est brillano. Bergamo conquista il primo posto assoluto, seguita da Trento e Bolzano. Nella top 10 entrano anche Udine, Verona e Vicenza, confermando la capacità della regione di mantenere alti standard per vivere nelle sue città.
Per le grandi città metropolitane, Venezia viene superata da Bologna (9° posto), Milano (12°) e Firenze (36°), mentre anche Cagliari (44°) precede la Serenissima.
Tra turismo, giustizia e futuro: cosa fare per risalire?
Pur rimanendo tra le mete da visitare più desiderate al mondo, Venezia affronta sfide che richiedono risposte concrete: rallentamento economico, costo della vita insostenibile, natalità e gestione dei servizi.
Gli sforzi delle amministrazioni locali, con interventi come l’ampliamento della Cittadella della Giustizia e i tentativi di miglioramento dei servizi non sembrano compensare i disagi, forse perché proiettati sempre al giudizio verso gli occhi di chi “vede da fuori”. Per invertire la rotta, servirebbe invece una strategia a lungo termine che bilanci l’economia turistica con la qualità della vita dei residenti.
La speranza è che la città possa ritrovare ritrovare il suo equilibrio tra storia, cultura e modernità, affarismo e civitas. Perché, come ricordano gli stessi veneziani: “Vivere a Venezia è un privilegio, ma non deve diventare un lusso insostenibile”.
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Assolutamente, non si può incolpare solo il governo Brugnaro per la situazione attuale di Venezia. Le problematiche della città sono il risultato di decenni di scelte politiche, economiche e sociali che hanno contribuito a creare le condizioni attuali. È un quadro complesso che richiede soluzioni altrettanto articolate e una collaborazione tra diverse istituzioni e attori locali per poter migliorare la qualità della vita dei residenti.
Certo che non è solo colpa di brugnaro, ancora più certo che nessuno comunque voglia fare qualcosa
E poi si stupiscono se la grande leader decide di stanziare 5 milioni
Basta consultare in che posizione di questa classifica è stata Venezia in questi ultimi dieci anni per capire senza tanti giri di parole
Ecco una panoramica della classifica della qualità della vita a Venezia negli ultimi dieci anni, secondo il rapporto annuale del Sole 24 Ore:
2024: 46º posto
2023: 32º posto
2022: 28º posto
2021: 30º posto
2020: 35º posto
2019: 33º posto
2018: 31º posto
2017: 29º posto
2016: 27º posto
2015: 25º posto
Negli ultimi anni, Venezia ha visto un calo costante nella classifica, nonostante i suoi punti di forza in ambiti come affari e lavoro, e cultura e tempo libero. La città ha affrontato diverse sfide, tra cui la gestione dei procedimenti giudiziari e la sicurezza, che hanno influenzato negativamente la qualità della vita dei residenti
Tutto questo è conseguenza delle scelte scellerate cominciate dagli anni 80/90 . Si è scelto il turismo di massa , si è scelto lo spopolamento della città in favore delle strutture ricettive, si è scelto di eliminare artigianato e negozi di vicinato sostituendoli con negozi di stranieri con merce di bassa qualità.
15 milioni di turisti , la cui maggior parte non sa nemmeno dove è come sia Venezia attraggono criminalità come borseggi e spaccio ….con i colpevoli liberi solo dopo poche ore grazie alle attuali leggi.
Per invertire la rotta credo sia troppo tardi a meno di un drastico cambiamento diretto un comitato internazionale con pieni poteri …
perfettamente d’accordo con una variante come possibile soluzione: modifica straordinaria legge elettorale: far votare per Venezia solo i residenti a Venezia restringendo i candidati a quanti effettivamente abitano a Venezia (stop a paracadutati)
Non sono d’accordo…la causa di tutto questo sono molti veneziani ( con la v minuscola) e di sindaci veneziani ….Rimango dell’idea di un comitato internazionale con pieni poteri
si capisco cosa dici…