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Gli americani ci copiano il Mose di Venezia

Il Mose di Venezia ha suscitato l'interesse maggiore, rispetto agli altri sistemi di protezione delle acque del mondo, per la sua peculiarità di scomparire quando inattivo.

Gli americani ci copiano il Mose di Venezia: si tratta del progetto di un innovativo sistema di dighe mobili a scomparsa, ispirato al “nostro” Mose che salva la città dalle maree Venezia. Il sistema è in via di sviluppo per la protezione della città di Houston, in Texas. Melle intenzioni dovrà proteggere da eventi catastrofici come l’Uragano Katrina, che ha causato devastazione e perdite di vite umane lungo le coste americane nel 2005.

Il progetto del Mose americano prevede l’emissione di un bando di progettazione del valore di 765 milioni di dollari per la realizzazione di un sistema di difesa adattabile alla baia di Galveston, situata sulle coste del Golfo del Messico.
L’obiettivo è selezionare le proposte entro sette-otto mesi. Si prevede che i lavori potrebbero essere completati in tre anni, con la consegna prevista alla comunità texana nel 2028.

L’opera, poi, potrebbe essere addirittura replicata: il prototipo del sistema potrebbe infatti essere esteso ad altre città a rischio di inondazioni ed erosioni costiere, come New York, Boston e San Francisco.

Il “Mose americano” presenta diverse somiglianze con l’omonimo progetto veneziano. Massimo Ciarla, ingegnere idraulico di Roma con esperienza pluriennale nel settore, è presidente e amministratore delegato della Tiber International Group Inc e direttore della Mc5 Consulting Group, ed è coinvolto nel processo di selezione per la realizzazione del sistema di difesa dalle acque in Texas. Lo stesso ingegnere ha collaborato alle principali fasi di studio del Mose di Venezia negli anni ’90.

L’Uragano Katrina, nel 2005, ha fatto oltre 1800 vittime e danni per 125 miliardi di dollari. Quel momento ha segnato la svolta cruciale nella consapevolezza degli Stati Uniti riguardo ai cambiamenti climatici e all’importanza di adottare misure di difesa adeguata. Sono state esaminate le infrastrutture di difesa costiera in tutto il mondo, tra cui le chiuse nei Paesi Bassi, la diga sul Tamigi a Londra, la diga di San Pietroburgo e il Mose di Venezia.

Il Mose di Venezia ha suscitato particolare interesse grazie al suo concetto di barriere che si nascondono sotto l’acqua quando non sono attive, rendendo l’opera praticamente invisibile. Questo aspetto ha un impatto positivo sia dal punto di vista ambientale che turistico. Secondo il progetto, la morfologia di alcune baie americane può essere paragonata a quella di Venezia, il che rende il sistema di dighe a scomparsa adatto anche per altre città a rischio costiero come New York.

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Paolo Pradolin
Paolo Pradolin
Vice Direttore di questo giornale. Laurea in Psicologia, giornalista e conduttore radiofonico. Una lunga carriera trascorsa tra giornali e radio. Facebook
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