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Nordio propone «massicci arresti di minori» e l’ampliamento delle carceri giovanili; Salvini conferma l’invio dei parà a Milano

Il ministro Nordio annuncia «massicci arresti di minori» e ipotizza di ampliare le carceri giovanili; Salvini conferma 500 parà a Milano con mezzi rapidi.

Roma, 22 ottobre 2026 — Dopo i disordini del weekend il governo annuncia misure dure per contrastare le manifestazioni violente. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha parlato di “massicci arresti di minori” e ha proposto interventi per aumentare la capienza del sistema penitenziario minorile.

Nordio ha detto che il sistema carcerario per i minori è «in sofferenza» e che si è già svolta una riunione per trovare risorse. Tra le soluzioni indicate dal guardasigilli vi è la possibilità di destinare alcuni settori di carceri o istituti penitenziari per adulti ai minorenni, oltre a stanziamenti per ampliare la capienza delle strutture giovanili. Le dichiarazioni sono state rilasciate durante un’intervista a Start su Sky Tg24.

Sull’impiego delle forze armate, Nordio ha osservato che la presenza dell’esercito in strada «c’è da sempre» e ha spiegato che i militari possono svolgere funzioni di presidio e sostituire forze di polizia in attività dove non è necessario essere ufficiali di polizia giudiziaria. Ha inoltre escluso l’uso di mitragliatrici e ribadito limiti e ruoli previsti dalla normativa.

In vista delle nuove mobilitazioni programmate per il weekend, il vicepremier Matteo Salvini ha confermato fuori dalla prefettura di Milano l’arrivo di cinquecento parà in città e la possibilità di impiegare mezzi rapidi, tra cui veicoli blindati tipo Lince e droni, qualora si renda necessario intervenire tempestivamente. Alla domanda sull’utilizzo dei blindati per le strade milanesi, il ministro si è limitato a sottolineare che i militari «saranno preparati a fare quello che un militare deve e può fare, rispettando la normativa vigente».

Nordio ha inoltre difeso il nuovo decreto sui cortei, sostenendo che non limita la libertà di manifestazione del pensiero ma mira a distinguere tra dissenso pacifico e atti di devastazione e saccheggio. Tra le altre proposte citate dal ministro anche il divieto dei social network ai minori di 14 anni, auspicando che il Parlamento valuti la norma senza ricorrere alla riduzione dell’età di imputabilità.

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Le dichiarazioni del guardasigilli hanno scatenato le reazioni dell’opposizione. Michela Di Biase del Pd ha definito «gravissime» le parole del ministro, accusando il governo di privilegiare la reclusione rispetto ai percorsi di recupero e ricordando lo smantellamento progressivo del sistema della giustizia minorile. Sergio Costa del Movimento 5 Stelle ha richiamato la necessità della separazione tra minori e adulti prevista da normative internazionali, avvertendo che collocare ragazzi in strutture pensate per adulti può favorire l’aggravamento della devianza.

Critiche sono arrivate anche da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra, che hanno chiesto prove concrete a chi governa e ricordato l’incontro con famiglie e lavoratori che lamentano di essere trattati come criminali. Riccardo Magi di +Europa ha attaccato duramente la linea del guardasigilli, citando il sovraffollamento delle carceri minorili e accusando il governo di adottare un approccio repressivo.

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Elena Gravin
Elena Gravin
Studentessa, amo scrivere per diverse testate on line. Cinema, teatro, musica, le mie passioni, ma amo incontrare gente. elena_g@lavocedivenezia.it
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