La notte brava di tre marocchini: rapinano una ragazza e nonostante inseguiti fanno un altro furto

Palpano il sedere alla moglie, il marito si intromette e la gang lo picchia nonostante l’uomo abbia la figlia piccola in braccio. Alla fine, il capofamiglia rinuncia a fare denuncia alla polizia che potrebbe risalire in poco tempo ai responsabili per timore di ritorsioni, visto che i malintenzionati sarebbero certo a piede libero presto e saprebbero ritrovarlo.
A che punto sono arrivate le aberrazioni della nostra “società civile”? Quanto manca affinché l’attuale stato di diritto si sovrapponga ad una sorta di “legge della giungla” dove ci si scontra tra soggetti e comanda il più forte? Domande forti che scaturiscono dopo l’ennesimo esempio di violenza urbana originato a Mestre.

La famigliola, padre con la bimba di tre anni in braccio e la moglie a fianco, verso le 23, dopo una pizza per festeggiare il compleanno dell’uomo, provano ad entrare nella sala Bingo di via Guglielmo Pepe 2 per tentare la fortuna. La regola però prevede che i minori non siano ammessi, così la coppia torna sui suoi passi. Uscendo, però, la famigliola incrocia un gruppo di persone di colore che sanno uscendo dal bar: passando, uno di loro allunga le mani volontariamente sul sedere della donna.

Il marito chiede cosa facessero, ottenendo come risposta una minaccia: “Fatti i c… tuoi, non rompere i co…”. Una parola, due parole e il diverbio finisce con i delinquenti che lo prendono a calci e pugni nonostante il padre avesse in braccio la figlioletta di tre anni.

Il trambusto richiama la sicurezza della sala Bingo che ferma il pestaggio. Arriva la polizia che soccorre l’uomo anche se gli assalitori erano già fuggiti. L’uomo a quel punto sceglie di non sporgere denuncia visto che lavora in centro a Mestre. Il padre di famiglia ha temuto che, a causa delle leggi attuali, i balordi sarebbero tornati presto in strada e avrebbero potuto decidere di andarlo a cercare per vendicarsi verso chi ha fatto denuncia.

Paolo Pradolin

(foto di repertorio)


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Paolo Pradolin
Giornalista e conduttore radiofonico, una lunga carriera trascorsa tra giornali e radio. Musica e teatro le sue passioni, con la sua Venezia sempre al primo posto di ogni avventura e esperienza

2 persone hanno commentato questa notizia

  1. Se la notizia fosse vera, il padre di famiglia dovrebbe subito col primo charter organizzare il definitivo trasloco di tutta la famiglia all’ estero…ricordiamolo tutti LO STATO SIAMO NOI..e con l omerta’, la paura, l indifferenza siamo noi responsabili del degrado. .oltreché di leggi che la magistratura applica ma leggi fatte dai politici votati da noi italiani.

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