A Venezia gli abusivi vendono mascherine al posto delle rose

ultimo aggiornamento: 26/02/2020 ore 09:10

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venezia abusivi vendono mascherine no rose

A Venezia, ma un po’ ovunque, siamo abituati ad incontrarli per strada appena usciamo da un locale dopo la cena. Con un sorriso stampato di solito ti porgono una rosa frapponendosi in mezzo alla coppia.

Oggi niente sorriso, anzi: non si riesce neanche a scorgerne il viso. Il venditore abusivo stesso indossa una mascherina e lo fa probabilmente per esporre la merce che sta vendendo piuttosto che volersi difendere da un eventuale pericolo.


Con questo atteggiamento tende la mano alle persone che passano, siano essi turisti o residenti. “Mascherina?”, “Vuoi mascherina…?”.

Ci si può anche informare sulla qualità della merce: “Ma è per il virus?”, “Sì, sì, è per il virus…”. “Ma va bene per il virus?”, “Sì, sì, va bene, va bene…”.

Peccato che invece l’oggetto che tende l’abusivo non sia una mascherina a tenuta di particolato (ffp3 o ffp2), e nemmeno una di quelle di cartina sottile con gli elastici, tipo il modello leggero da sala operatoria, per capire. L’oggetto in vendita è una banalissima copertura da operaio, di quelle che comunemente usano, ad esempio, i muratori o i pittori per carteggiare, che nemmeno in quelle occasioni tengono ermeticamente come sappiamo.


Mascherine di cartoncino da muratori che normalmente possono costare 10 euro per una confezione da 10 pezzi sono così proposte per strada ad un prezzo iniziale di 20 euro cadauna, ma si può anche tentare di ottenere un ribasso, magari dicendo di acquistarne due.

“Venci euro… signore venci euro…”. I venditori abusivi hanno così cambiato settore merceologico. Partendo dalle rose, passando attraverso gli ombrellini per terminare ai dardi luminosi. Se non fosse per la serietà del momento ci sarebbe anche da ridere.

Avvistati in zona Rialto, si potevano scorgere oggi anche a San Marco e nei pressi di Piazzale Roma.

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