Rainbow family, hippies pacifisti fanno impazzire Udine: girano nudi

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Rainbow family, gli hippies pacifisti che fanno impazzire Udine: girano nudi

Rainbow family, gli hippies pacifisti che fanno impazzire Udine: girano nudi

C’è una strana atmosfera da un po’ di giorni nelle Valli del Natisone, terra friulana ai confini con la Slovenia, a una trentina di chilometri da Udine. Accampati lungo il fiume Judrio, circa 1.500 hippies di ogni angolo d’Europa si sono dati appuntamento per l’annuale Rainbow.

Una riunione pacifica, da figli dei fiori, racconta oggi il Corriere in edicola, se non fosse che due paesi vicini li accusano: «Nudi davanti ai bambini».

A Udine, 1.500 hippie nelle Valli del Natisone, si sono dati appuntamento per il raduno annuale. Non hanno soldi o telefoni, vivono in pace, sono radicali del naturismo, sono pacifici e pacifisti. Ci sono single che hanno abbracciato quella filosofia di vita, ma anche intere famiglie. La sera cantano con la chitarra attorno al fuoco, cucinano e vivono in questa sorta di comunità all’aperto.

Gli hippies si sono accampati e se ne andranno quando finirà il ciclo della luna. Non creano problemi ma… girano nudi, in molti casi. Quel particolare stile di vita lascia libertà di scelta per essere in armonia con l’ambiente e l’universo, quindi è facile incontrare chi cammina con un paio di pantaloncini addosso, ma anche chi passeggia ‘come mamma l’ha fatto’.

Il nudismo, in particolare sta facendo molto arrabbiare gli abitanti della zona. Il cronista del Corriere incontra Mila, una donna belga di 32 anni del «Rainbow family», aveva chiesto un passaggio per andare in paese a telefonare (tra gli hippy il telefono cellulare è vietato).

La donna racconta che lo scorso anno era stata in Lituania. Un chilometro a piedi, fango a terra per la pioggia, tante pettinature rasta, alcuni nudi integrali. Quando gli sguardi s’incrociano scatta il saluto, «welcome». Ci sono molti bambini. Niente telefoni, foto e moneta. «I soldi — dice Marco di Cuneo — compaiono solo una volta al giorno quando si fa la colletta per le provviste».

Nella frazione di Molina abitano la signora Heidi Erian, suo marito e tre piccole bambine. Si sono trasferiti in questo borgo nove anni fa proprio per vivere lontano dai rumori e dal mondo. «Sa che cosa ho visto passare sotto il mio balcone? Donne e uomini nudi. Completamente. Io ho tre figlie». Heidi non si definisce bigotta. «Ma c’è un limite a tutto. Se non avessi chiamato i carabinieri avrebbero fatto pure sesso».

Più in alto abita un’altra coppia. C’e l’hanno col sindaco e i carabinieri. Anche Heidi dice di averli più volte allertati: «Ai carabinieri ho inviato foto di donne nude: ecco, ingranditele se volete. Ammirate». I sindaci di Stregna e Prepotto si sono mossi. Hanno letto sui giornali locali la protesta. Sono entrati in azione. Il primo cittadino di Prepotto, Mariaclara Forti, assicura di aver parlato con i cittadini, con la sua giunta, con il sindaco di Stregna, con i carabinieri che hanno fatto il sopralluogo. «Ma non possiamo fare nulla, non hanno infranto nessuna legge».

Mario Nascimbeni | 22/08/2016 | (Photo d’archive – credits: gerald davidson rainbowgatherings.or) | [cod hippud]


2 COMMENTS

  1. Chi si infastidisce per dei nudisti pacifici e non esibizionisti e’ retrogrado finto moralista se tutti fossimo nudisti (io lo sono) avremmo una società migliore in tanti aspetti della vita sociale dobbiamo indignarci per ben altre cose della vita pubblica e non per il nudismo

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