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Bruni accusa la Fidal: operazione pagata dal padre per 15.000 euro, esclusa dalla squadra per il biennio verso Los Angeles 2028

Roberta Bruni denuncia la mancanza di supporto medico della Fidal: dopo infortuni il padre ha pagato 15.000 euro; non rientra nella squadra per il ciclo verso Los Angeles 2028.

Roberta Bruni, primatista italiana del salto con l’asta, ha pubblicato sui social un lungo sfogo contro la Fidal denunciando la mancanza di sostegno medico per atleti non considerati “top”. Nel post, la campionessa racconta di aver dovuto affrontare un intervento chirurgico pagato dal padre per 15.000 euro.

Bruni ricostruisce l’ultimo periodo atletico: nel 2025 si è sottoposta a un recupero lampo per partecipare ai Mondiali di Tokyo, dove è stata finalista a soli due‑tre mesi da una frattura all’osso sacro. Ai campionati italiani di Firenze ha poi avuto un parziale distacco del tendine del bicipite femorale, lesione che ha richiesto un intervento e le ha impedito di prendere parte agli Europei di Birmingham.

La saltatrice denuncia che, pur facendo parte della squadra nazionale, non rientrava nella ristretta fascia di atleti a cui spettava il supporto medico in caso d’operazione. In riferimento al sistema di assistenza scrive che «curano i ricchi», sottolineando che il sostegno pubblico è riservato a chi ha già risultati di grande richiamo o interesse mediatico.

Bruni aggiunge di non essere stata inserita nella squadra nazionale per il prossimo biennio olimpico, che si concluderà con i Giochi di Los Angeles 2028, perché non rispettava i criteri d’accesso a causa dell’infortunio. Nel post ricorda i suoi successi: dodici titoli ai campionati italiani, cinque finali di Diamond League, piazzamenti in finali mondiali, olimpiche ed europee e record nazionali, e contesta la logica dell’attuale sistema AEC, definito «un meccanismo premiale di risultati già acquisiti».

Nel messaggio Bruni si rivolge anche ad altri atleti, allenatori e genitori, mettendo in guardia sul rischio che un sogno sportivo possa interrompersi per mancanza di risorse economiche. Porta come esempio personale l’aiuto del padre per coprire i costi dell’intervento.

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La campionessa conclude ringraziando il gruppo sportivo Carabinieri, che dice di averle dato sostegno quando altri l’avrebbero lasciata sola. Bruni ricorda inoltre di essere stata capitana della nazionale in due occasioni.

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Elena Gravin
Elena Gravin
Studentessa, amo scrivere per diverse testate on line. Cinema, teatro, musica, le mie passioni, ma amo incontrare gente. elena_g@lavocedivenezia.it
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