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Bambino abbandonato a Milano: “La mamma è morta e io non posso crescerlo”

Nel quartiere milanese del Giambellino, nella periferia di via degli Apuli, in un caseggiato di alloggi popolari, al numero 4 scala H, un neonato di appena un mese è stato abbandonato nel pomeriggio di giovedì. Era vestito con cura e accompagnato da un messaggio in arabo. Gamal Ghobrial, un egiziano di 55 anni residente nell’appartamento […]

Nel quartiere milanese del Giambellino, nella periferia di via degli Apuli, in un caseggiato di alloggi popolari, al numero 4 scala H, un neonato di appena un mese è stato abbandonato nel pomeriggio di giovedì. Era vestito con cura e accompagnato da un messaggio in arabo. Gamal Ghobrial, un egiziano di 55 anni residente nell’appartamento in questione, ha fatto una scoperta scioccante quando, aprendo la porta, si è trovato di fronte al neonato. La vicenda ha preso una piega ancora più drammatica quando Ghobrial ha tradotto il messaggio, in cui il presunto padre spiegava di non poter più prendersi cura del bambino a causa della morte della madre.

Le accuse e le ipotesi tra i vicini hanno subito preso il via, con alcuni residenti che indicavano una giovane inquilina come possibile madre. Tuttavia, le prime verifiche dei carabinieri sembrano escludere questa ipotesi. Sul posto, intanto, sono intervenuti i soccorsi, trasportando il neonato in buone condizioni alla clinica Pediatrica De Marchi.

L’ospedale Policlinico, cui la clinica fa parte, ha segnalato il caso al procuratore, come è consuetudine nei casi di abbandono di minori. La tutela legale del neonato è ora affidata al Tribunale dei minorenni, mentre i carabinieri stanno ascoltando testimoni e analizzando le registrazioni delle telecamere per cercare di individuare chi possa essere stato visto con il passeggino.

Negli ultimi anni, il Policlinico ha assistito a diversi casi di bambini abbandonati, ma è la prima volta che un neonato viene lasciato altrove rispetto alla culla della vita dell’ospedale, in particolare in una zona che a volte diventa nota per abusivismo, spaccio e coabitazione complessa tra diverse comunità.

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Balzaimo redattore
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Giornalista professionista, pubblica con questo pseudonimo su La Voce di Venezia. redazione@lavocedivenezia.it
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