
Il giudice ha confermato la custodia in carcere per Youssef Siher, ritenuto artefice di un piano eversivo con l’obiettivo di terrorizzare l’Italia. Tra le ragioni addotte per la misura cautelare figura il concreto rischio di fuga.
Le indagini, aggiornate il 25 ottobre 2026, hanno evidenziato che alla guida della chat denominata 1710 c’erano soltanto Siher e sua moglie. I magistrati stanno inoltre concentrando l’attenzione sui presunti rapporti con il gruppo di hacker filorussi identificato come Noname.
Secondo gli atti, Siher ha rifiutato di fornire le password del proprio cellulare agli inquirenti. Nell’ambito dell’inchiesta è stato rinvenuto un documento descritto come un “manuale del rivoluzionario contro il governo”, che viene valutato dagli investigatori nel quadro complessivo delle accuse.
Le risultanze finora emerse hanno portato alla decisione di mantenere la detenzione cautelare, imputando alla persona indagata il pericolo di sottrazione alle procedure giudiziarie e il possibile pericolo sociale connesso al presunto piano eversivo.
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