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sabato 27 Novembre 2021

Il Marco Mengoni di Fabrizio Gianuario nel sul libro “In Viaggio”

HomeLibri, recensioni e nuove usciteIl Marco Mengoni di Fabrizio Gianuario nel sul libro "In Viaggio"
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gianuario marco mengoni in viaggio

Marco Mengoni il ragazzo, il Re Matto l’artista. Due facce di una stessa medaglia che, nel suo libro Marco Mengoni In Viaggio edito da Gargoyle, Fabrizio Gianuario tratteggia con sapienza e in maniera dettagliata, coinvolgendo anche chi non è un fan in un vero e proprio viaggio partecipato, dall’esordio a X-Factor fino alla conquista della Spagna con Incomparable.

Le caratteristiche e le contraddizioni, le singolarità, i pregi tanto quanto i difetti del giovane cantante di Ronciglione emergono, sotto l’attenta penna di Gianuario, in maniera semplice, ma allo stesso tempo completa ed esauriente.

Il Marco Mengoni che ne esce da questa biografia non ufficiale, è la personalità istrionica che tutti abbiamo conosciuto sotto i riflettori, ma non solo. Marco Mengoni In Viaggio ci racconta anche del Marco 20enne, alle prese con un successo che lo travolge e tutti gli aspetti, positivi o negativi, che ne derivano. Non c’è solo il Marco ‘animale da palcoscenico’, ma anche il Marco insicuro, titubante che, ad un certo punto, sente il bisogno di ripartire da zero, di mettersi a correre, come il titolo del suo ultimo album.

Tutto ciò esce dalle pagine di Gianuario che, con estrema delicatezza, pone la nostra attenzione anche sulle caratteristiche più nascoste dell’artista, quelle che lo rendono un ragazzo come tanti altri, un ragazzo che sa comprendere dove sbaglia, si chiude, riflette e riparte con un nuovo sound che lo porta a tornare ad il Re, anche se, ora, in maniera diversa.

La stravaganza che ha mostrato ai tempi di Credici ancora, viene sostituita, come racconta l’autore del libro, da un’ estrema sobrietà nel Sanremo che poi lo vedrà vincitore. Non più maschera, ma solo la sua musica, le sue parole, non più personaggio, ma persona.

Gianuario, inoltre, con questa opera fa un’ulteriore operazione, cioè quella di recensire in poche ed essenziali righe tutte le canzoni che Marco ha cantato ad X-Factor e quelle presenti nei suoi album. Questa è una scelta molto interessante ed intelligente che permette anche ai non esperti di musica di cogliere tutte le sfumature che, normalmente, ad un orecchio inesperto, non si noterebbero. L’ideale, infatti, è leggere le analisi dei brani mentre li si ascoltano, così Gianuario ci rende un Mengoni nascosto, che all’ascolto superficiale dei brani non si può comprendere.

Questa parte del libro permette di scoprire un mondo variegato, dalle tonalità e colori (non solo musicali) diversi, dove i vari strumenti uniti alla voce di Marco dipingono dei quadri astratti che, grazie alle analisi dell’autore, si trasformano in immagini concrete, delineate, a volte malinconiche altre ricche di positività ed energia.

Questa è il viaggio di Marco Mengoni, dalle parole di un attento Fabrizio Gianuario: un ragazzo che ‘in un giorno qualunque’ è diventato il Re del palcoscenico.

Abbiamo avuto l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con l’autore del libro, ecco cosa ci ha raccontato.

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Redazione
A cura della Redazione di www.lavocedivenezia.it

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  1. Ringrazio Sara Prian di avermi dato l’opportunità col suo articolo/intervista di scrivere una mia “controrecensione”. In verità, concordo su quasi tutto, ma mi piaceva porre l’attenzione su alcuni aspetti.
    Credo che nell’articolo si possa scorgere molto di Marco e del suo percorso artistico, anche se forse mi trovo meno d’accordo su qualche passaggio tipo “La stravaganza che ha mostrato ai tempi di Credimi ancora, viene sostituita, come racconta l’autore del libro, da un’ estrema sobrietà nel Sanremo che poi lo vedrà vincitore. Non più maschera, ma solo la sua musica, le sue parole, non più personaggio, ma persona.” Il fatto è che la sua “stravaganza” è il suo modo di essere, quello che lo rende davvero originale (al di là della sua vocalità e presenza scenica che sono sempre e comunque presenti). La sobrietà sanremese forse era necessaria per quella vetrina, anche se io restai fulminata proprio dal suo Sanremo del 2010: lì sì che l’ecletticità e la sua vena di “follia” erano mostrati senza filtri e ne potevi restare stordito, come è successo a me. Non era maschera, era Marco. Quel Marco che io aspetto torni, la sana folle genialità è qualcosa che si ha dentro e lui per me la possiede (l’ha solo messa in stand by). Il prodotto ‪#‎Prontoacorrere‬ gli ha aperto quella strada che meritava gli fosse aperta, anzi spalancata. Aspetto i prossimi lavori, credo che nelle sue corde ci sia molto molto altro e molta molta sperimentazione, cosa che ha già dimostrato col disco precedente e che io ho trovato molto più consono al suo essere artista.

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