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Voce del Verbo di oggi: Recuperare. Prima coniugazione, modo infinito. Di Andreina Corso

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Voce del verbo di oggi:
Recuperare Prima coniugazione – modo infinito

Recuperare, verbo ansiolitico per studenti alle prese con la fine dell’anno scolastico. Fare, studiare, recuperare per non farsi bocciare. Genitori alle prese con il conteggio dei voti, ragazzi impegnati a farcela, a poter dimostrare di aver saputo superare le prove, di aver recuperato. Docenti in bilico sul che fare. Talvolta insistono sulla parola fermare, per responsabilizzare, per invitare, per impegnare.
Fermare e non bocciare? Interpello i sinonimi di fermare: arginare, arrestare, bloccare, trattenere, spegnere.

E bocciare? : bloccare, respingere, escludere. Qualcosa non torna, manca il verbo interpellare che potrebbe (al condizionale) richiamare ad un’idea di recupero che non attraversi l’esclusione. Gran parte dei docenti impegnano la professionalità sociale nel lavoro scolastico. E sanno che bocciare provoca dolore e sfiducia. E che c’è sempre un tempo per motivare e recuperare. Anche questa volta in are.

andreina corso

[01/06/2014]

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Redazione
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7 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Molte volte l’insuccesso scolastico dei figli pone non pochi problemi educativi e familiari. La bocciatura dovrebbe essere considerata come il mancato raggiungimento di obiettivi scolastici e competenze raggiunte ma in genere viene vissuta dagli interessati come una bocciatura della persona e con relativo abbassamento dell’autostima.
    Le responsabilità della bocciatura in genere viene suddivisa tra il nullo o scarso impegno del figlio e la mancanza di competenza della scuola. Tra le accuse reciproche, è facile che ci si dimentichi dell’obiettivo fondamentale: quello di superare le emozioni negative dovute all’insuccesso e ritrovare le motivazioni allo studio.
    Il ragazzo dovrebbe essere sostenuto, sia da parte della famiglia che da parte della scuola, nel dare un senso alla bocciatura, aiutando il ragazzo a parlare del proprio percorso scolastico. Individuare insieme i segnali che potevano predire l’esito negativo, in modo da poter ritrovare gli obiettivi che i genitori o i figli si sono prefissati. Rintracciare nella voglia di studiare non solamente un dovere sociale, ma anche un piacere di poter studiare con calma e serenità per realizzare il proprio futuro.

  2. Condivo pienamente i commenti precedenti. Occorre una via di mezzo come in tutte le cose.
    La bocciatura puo’ essere sicuramente da sprono per il giovane che fino a quel momento crogiolandosi nella sua superficialita’ e pigrizia si è visto scivolare tra le mani un intero anno scolastico perche’ non si è impegnato a dovere . La bocciatura è un mettere alla prova il giovane ma dalll’altro occorre capire il perche’ si è arrivati a tanto (una bocciatura). Perche’ tanta apatia e poco impegno.
    Bisogna venirsi incontro e possibilmente aiutare il piu’ possibile.
    Il mestiere di insegnante è un mestiere davvero impegnativo e complesso,ed entrano in gioco tanti sentimenti .

  3. Recuperare….
    Molti studenti cominciano solo durante il mese di maggio a correre per recuperare le 4/5 materie che non hanno mai studiato durante l’ anno. Arrivano a fine mese chiedendo aiuto ai professori, questi, a volte, per immensa bontà chiudono un occhio aiutandoli.
    Io personalmente non lo trovo giusto; se non sono riusciti a recuperare dovrebbero essere bocciati. Non si può perdere un anno scolastico a giocare dietro gli enormi borsoni con i cellulari e solo il 10 maggio iniziare a recuperare come matti…
    Secondo me, le persone che dovrebbero essere aiutate sono le quelle che si sono impegnate costantemente… e anche se a maggio risultano carenti su una materia, aiutarli, perché loro hanno dimostrato fin dall’inizio la loro capacità e si sono impegnati, con la speranza di riuscire a recuperare…

  4. Io credo che un ragazzo vada sempre aiutato dando fiducia, amore e comprensione…personalmente ho visto cambiare i voti di mio figlio solo per aver trovato lungo il suo cammino scolastico Qualcuno che con dolcezza ed amore ha saputo aiutarlo evitando sconfitte inutili che l’avrebbero portato ad una mancanza di fiducia di se stesso e sconfitte non produttive….ogni ragazzo dovrebbe avere il diritto di trovare nell’ambiente familiare e/o scolastico un appoggio morale ….

  5. Queste parole rappresentano bene sia chi ha cercato di recuperare e ci è riuscito con l’appoggio di qualcuno che gli ha dato fiducia e supporto sia chi non ci è riuscito e non ne ha avuto la possibilità.

  6. “C’è sempre un tempo per motivare e recuperare”…senza lasciare (sempre in are)….il proprio mondo quotidiano..la propria classe…che spesso rappresenta per uno studente un grande punto di riferimento….una famiglia…che può forse aiutarlo…col senso di continuità.. a recuperare appunto….senza isolare se stesso (sempre in are).
    Condivido pienamente

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