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Voce del Verbo di oggi: Lavorare. 1a coniugazione, modo infinito. Di Andreina Corso

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operai al lavoro in fabbrica

Voce del verbo di oggi:
Lavorare
Prima coniugazione – Modo infinito

Divino agognato verbo del nostro aspirare a lavorare, ogni notte sei pensato e bramato, di te s’illumina la vita, prende colore il sogno, senso il domani e il tempo.
Lavoro disoccupato di mani volonterose, di progetti possibili per abitare il futuro.
Lavorare, provare a cavalcare, tutti in are, l’idea di una sveglia che suoni al mattino e che solleciti ad alzarsi dal letto per recarsi al lavoro. I giovani non trovano lavoro e talvolta si sentono dire che non hanno voglia di lavorare. Sopportano e sperano.

Poi lavorare interessa chi “è stato lasciato a casa”, magari a cinquant’anni e con una famiglia a carico.
I vecchi non hanno più niente, quel che avevano l’hanno dato.
I vecchissimi scuotono la testa. E attendono il domani spesso da residenze che non sono la loro casa. I pensionati che risparmiano al centesimo per sopravvivere (quelli che conosciamo noi), si vergognano di percepire la pensione.
Lavorare, sembrerebbe così semplice per un giovane che ha studiato, o si è impegnato in un mestiere, per un adulto che alla fabbrica ci ha lasciato il cuore.
“Vincenzina davanti alla fabbrica… come se non ci fosse che fabbrica…” scriveva e musicava il poeta Enzo Iannacci, per raccontare le domeniche di una operaia, Vincenzina che trascorreva la giornata di festa là … davanti alla fabbrica, perché Vincenzina “vuol bene alla fabbrica…”.
Lavorare, verbo sognante di notti insonni.

Andreina Corso

[20/06/2014]

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Redazione
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3 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Ho sempre lavorato, fin da bambino, non so cosa si prova ad essere disoccupati, ma non vorrei mai trovarmi in questa situazione. Ho due nipoti laureati che non trovano niente, non so come aiutarli e sono sempre più demoralizzati. E’ brutto sentirsi sfiduciati, si sta male in famiglia.

  2. Ricordo che quella Vincenzina della canzone di Iannacci, lavorava alla Fiat. Adesso le fabbriche non aprono più, anche molti giovani vorrebbero fare gli operai, anche se hanno un diploma o una laurea. Il lavoro è un pensiero che ci perseguita giorno e notte, se non succede qualcosa sarà un disastro per tutti.

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