Voce del Verbo di oggi: bocciare. 1a coniugazione, modo infinito. Di Andreina Corso

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bocciare

Voce del verbo di oggi:
Bocciare
Prima coniugazione – Modo infinito

In queste giornate regna il batticuore. Bocciare, verbo in are (dal sapore di boccia, da colpire), preoccupa i giovani e le loro famiglie. E anche gli insegnanti che sanno che non è poi così bello sentirsi bocciato. Certo, magari quel ragazzo se l’è meritato, non ha studiato, ha ignorato gli sforzi di chi ha cercato di aiutarlo. E poi sa di aver deluso la famiglia. Altra bocciatura e forse più grave ancora di quella scolastica. E’ un momento problematico per i docenti. Sta nello loro mani adesso il futuro di un ragazzo. I Consigli di classe devono giudicare, controllano i voti, le assenze, ragionano sul comportamento, son ore pesanti, è così difficile educare. Aveva ragione Freud quando diceva che è un mestiere impossibile.

Cosa succede ad un ragazzo quando scopre di essere stato bocciato? Uno piange, l’altro fa spallucce, gli arrivano rimproveri (te lo sei meritato, che ti serva da lezione…), qualche volta diventa un’occasione per capire meglio, per indagare uno stato d’animo che avevamo ignorato e che con l’insuccesso scolastico mette in evidenza ogni vulnerabilità.
Un altro ragazzo, o ragazza, potrebbero fingere che non gliene importi nulla, si difendono anche così. Poco sappiamo di quel ripiegamento interiore di un giovane davanti alla parola bocciato, o se preferiamo, non ammesso.
E se un ragazzo “si perde”, come scriveva Don Lorenzo Milani nel suo “Lettera a una professoressa”, se si smarrisce nel bosco come Pollicino, sapremo disegnare la strada che conduce alla fiducia?

Andreina Corso

[15/06/2014]

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