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Voce del Verbo di oggi: Barare. 1a coniugazione, modo infinito. Di Andreina Corso

HomeVoce del Verbo di Andreina Corso Voce del Verbo di oggi: Barare. 1a coniugazione, modo infinito. Di Andreina Corso

lampedusa sbarchi vittime

Voce del Verbo:
Barare
Prima Coniugazione – Modo infinito

Non eri lui il verbo pensato per oggi.
Ma guardando il telegiornale ieri sera, ho rivisto la quotidiana tragedia e quindi le bare, il Mare di Sicilia e ho ascoltato attentamente i commenti dei giornalisti e dei politici.
E un nome di “cosa” femminile singolare si è trasformato in verbo dentro la mente e così come l’ho sentito, lo affido agli occhi che leggono. E diventa plurale.
Sono duemila i morti che hanno cercato di toccare le sponde italiane, non so se tutti hanno avuto sepoltura. Molti di loro hanno trovato il sepolcro fra le onde del Mediterraneo o sul fondo marino.
Poco sappiamo dell’accoglienza dei pesci.

Barare. Il vocabolario ricorda, barare al gioco.
No, questo non è un gioco e nessuno bara fra le bare..
Barare, anche imbrogliare, raggirare e aggiungerei, disinformare.
Come quelli che raccontano, barando, di immigrati che vivono in alberghi con piscina.
Già, sono scappati dalla guerra per andare in una piscina italiana. Come non ne avessero avuta abbastanza di acqua (salsa) sulla loro vita.
Non sono sicura se barare voglia essere comparato alle bare, ma gli chiedo, anzi lo supplico di stare in questo sinistro gioco, là dove nessuno ha voglia di giocare.
Andreina Corso

25/08/2014

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4 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Un uomo onesto non bara mai. Chi bara al gioco imbrogllia anche gli amici. E’ una parola tanto brutta, da evitare.

  2. Bare e barare, al momento non mi ci trovavo, ma poi ci ho ripensato e ci può stare tristemente e con qualche perchè in più dopo aver letto il verbo.

  3. Questo verbo mi ha commossa per come è stata descritta la tragedia dei morti in mare.
    Ho sentito l’emozione di Andreina e la sua tristezza.
    Come fa a dire così tanto con le parole, a far entrare il dolore, la poesia e anche l’ironia?

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