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Vittoria Lega, Stefani è il presidente del Veneto

Vittoria Lega, Stefani è il nuovo presidente della Regione Veneto. I numeri parlano da soli e la coalizione di centrodestra ha un ampio margine di successo in queste elezioni regionali, a guidare il carro c’è il partito di Salvini. La coalizione del centrodestra, con oltre il 60%, raddoppia quella del centrosinistra, con a capo Giovanni […]

Vittoria Lega, Stefani è il nuovo presidente della Regione Veneto. I numeri parlano da soli e la coalizione di centrodestra ha un ampio margine di successo in queste elezioni regionali, a guidare il carro c’è il partito di Salvini. La coalizione del centrodestra, con oltre il 60%, raddoppia quella del centrosinistra, con a capo Giovanni Manildo che dovrebbe assestarsi a poco più del 30%. Sarà dunque il giovane Alberto Stefani il successore di Luca Zaia. Il dato che però colpisce negativamente, è l’assenteismo: l’affluenza alle urne cala, rispetto al 2020, in tutte le regioni al voto, e in Veneto scende al 44,6%, 16,5 punti in meno rispetto a 5 anni fa.

Altro dato interessante che emerge in questi primi momenti di conteggi è quello interno al centrodestra, la resistenza della Lega che raddoppia Fratelli d’Italia, il carroccio pare assestarsi al 36,4%, Fratelli d’Italia al 17,5%, Forza Italia al 5,3%.

Tra chi è riuscito a superare la soglia di sbarramento c’è Riccardo Szumski, la new entry di queste elezioni regionali in Veneto: il sindaco-medico trevigiano, ex primo cittadino di Santa Lucia di Piave, con la sua candidatura alla presidenza della Regione alla testa del movimento «Resistere Veneto» ha raggiunto un numero di preferenze che gli permette di entrare a Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto. Alberto Stefani sarà il nuovo Presidente della Regione Veneto.

La premier Giorgia Meloni ha scritto su Facebook: “Alberto Stefani sarà il nuovo Presidente della Regione Veneto.
Una vittoria frutto del lavoro, della credibilità e della serietà della nostra coalizione. A lui vanno i miei complimenti e i migliori auguri per le sfide che lo attendono. Congratulazioni anche ad Antonio Decaro in Puglia e a Roberto Fico in Campania per la loro elezione. Che possano svolgere al meglio il loro mandato, nell’interesse dei cittadini che andranno a rappresentare.
Un ringraziamento a Edmondo Cirielli, a Luigi Lobuono, a tutti i candidati e a tutti gli uomini e le donne del centrodestra che si sono impegnati in questa tornata elettorale”.

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6 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

    • ma cosa vuoi che faccia ? è la continuazione di quello che c’era prima …ma siete tutti così illusi ogni volta che arriva uno nuovo che promette tutti che pendono dalle sue labbra…svegliatevi nessuno fa piu niente per il popolo, non vedeete le strade, i tram pieni zeppe di gentaglia a cui i controllori non chiedono il biglietto. l’altro giorno ero in autobus alcuni extrac.hanno visto entrare i controllori e hanno detto ora ci becchiamo una multa erano in tanti ma…il controllore ha chiesto il biglietto a tutti meno che a loro…non penso che in germania sia così

  1. SPID per tutto, ma non per votare. Viviamo immersi nella digitalizzazione: per prenotare una visita sanitaria, per accedere all’INPS, per dialogare con l’Agenzia delle Entrate. Ci chiedono credenziali, codici, autenticazioni. Ma quando si tratta del gesto più importante della democrazia – il voto – ci vogliono ancora in fila al seggio, come se fosse un rito immutabile.

    Il risultato? Sei italiani su dieci non si presentano. Non per disinteresse, ma per sfiducia, per fatica, per la sensazione che il voto sia ormai un affare di partito, non di popolo. Eppure, proprio la tecnologia che ci obbligano a usare ogni giorno potrebbe garantire partecipazione, inclusione, trasparenza. Non si perderebbe un solo voto.

    Gli anziani non sono più “analfabeti digitali”: gestiscono SPID, prenotazioni, pratiche online. I giovani vivono già connessi. Allora perché non permettere il voto da casa, sicuro e certificato, come ogni altra pratica della Pubblica Amministrazione?

    Un presidente che vince con i voti degli amici di partito può definirsi davvero rappresentante del popolo? O è solo il custode di un consenso minoritario, mentre la maggioranza resta silenziosa e invisibile?

    La democrazia non può restare analogica mentre la società corre digitale. SPID per le tasse, ma non per la libertà di scegliere chi governa: questo è il vero paradosso italiano.

  2. Alberto Stefani è il nuovo presidente del Veneto. La Lega guida la coalizione di centrodestra con oltre il 60%, raddoppiando il centrosinistra. Un dato però pesa più dei numeri: l’affluenza crolla al 44,6%. La laguna si svuota di votanti, mentre il carroccio raddoppia i fratelli d’Italia.

    Eppure, il centro storico di Venezia resta fedele alla sua rituale opposizione: roccaforte di un certo “radicalismo chic” che continua a votare a sinistra, come se bastasse un conto in Svizzera e un rosario gesuitico per sentirsi coscienza critica della città.

    Un paradosso: la terraferma si consegna al nuovo presidente, mentre le calli resistono con il loro voto simbolico. È il solito teatro veneziano: tra astensionismo e contrapposizioni, la politica diventa rito, e il rito diventa memoria. Io lo registro così: con ironia, ma anche con la dignità di chi non si lascia incantare dalle maschere.

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