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Sulla scia del successo turistico del casinò veneziano, il sindaco di Verona Flavio Tosi lancia la proposta di aprirne una sede anche a Verona.
La giunta comunale scaligera ne ha discusso proprio ieri e, almeno per il momento, l'esito è positivo.
"Si ipotizza un accordo diretto con il Casinò di Venezia, che a Verona chiede una sede di prestigio di almeno 1.500 metri quadrati da adibire a propria succursale" ha detto Tosi, che pensa di aprire la casa da gioco in Riva all'Adige, come filiale un po' più piccola di quella della Serenissima.

La proposta infatti, non prevede tavoli da gioco e roulette bensì varie slot machine e giochi elettronici cui il guadagno finirà  in gran parte nelle casse comunali veronesi con una  percentuale alla casa madre veneziana.
Il fine è puramente di richiamo turistico ma sarebbe anche un aiuto all'economia della città  scaligera, come afferma il vicepresidente della Provincia di Verona, nonchè assessore al Turismo e al Bilancio Antonio Pastorello (in alto nella foto di Ferruccio Dall'Aglio): "Considerata la situazione difficile che attraversa l'economia in generale e la finanza pubblica in particolare, la creazione di una sede veronese del casinò può offrire in prospettiva un po' di ossigeno ai nostri magri bilanci. Con gli introiti del casinò il Comune potrebbe finanziare molte iniziative di promozione turistica, potrebbe migliorare la viabilità , la segnaletica, la qualità  dell'accoglienza e dell'informazione."
Contrario invece all'iniziativa, l'ex sindaco di Verona Paolo Zanotto: "In una fase di gravissima crisi economica sarebbe irresponsabile alimentare illusioni di vincite al gioco che, sappiamo, fanno solo le fortune del "banco che vince sempre" e dei gestori dei casinò. Aumenterebbero i cittadini nelle mani degli usurai senza scrupoli".
Pastorello però, riporta l'esperienza positiva di Innsbruck: "Sono stato spesso a Innsbruck, città  capoluogo del Tirolo con la quale siamo gemellati, e lì l'esperienza del casinò è molto positiva, e genera un notevole ritorno finanziario per lo sviluppo del turismo austriaco. Infine, sono molti i nostri concittadini che si recano in altre città  per provare l'emozione del gioco, e allora perché non fornire loro dei buoni motivi per restare nel nostro territorio e per conoscerlo godendo appieno tutte le opportunità  di svago offerte?"
Sembra che pochi giorni fa Tosi abbia ricevuto a Palazzo Barbieri il presidente del Casinò di Venezia, Mauro Pizzigati, per valutare l'iniziativa e considerare la possibilità  di stringere un accordo fra il casinò di Venezia e la sua potenziale sede veronese. Ma ancora più importante, sembra che con Mauro Pizzigati, presidente dell' Ordine degli avvocati del Triveneto, il sindaco abbia anche accennato alla possibilità  di aprire una sezione della Corte d'Appello a Verona nell'ex carcere.

Gianni Dall'Aglio

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