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sabato 18 Settembre 2021

Un altro futuro per l’Ex ospedale al Mare

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Denunciamo l’incapacità politica di questa Amministrazione comunale che, ricattando per l’ennesima volta i cittadini con lo sforamento del patto di stabilità, intende vendere la preziosa area dell’ex Ospedale al Mare rinunciando così alle sue responsabilità di elaborare con la cittadinanza un progetto a lungo termine adeguato ai bisogni ed alle potenzialità socio- economiche ed ambientali dell’isola.

L’assemblea cittadina del 13 dicembre 2013, promossa dal ComitatoTeatroMarinoniBeneComune, ha riscontrato grande partecipazione di associazioni e abitanti ed ha fatto emergere chiaramente la disapprovazione alla riedizione della compravendita di un pezzo di territorio già tormentato dagli appetiti di soggetti che hanno fatto cronaca.

In estrema sintesi:

1. Non si governano derive speculative di ulteriore cementificazione dell’isola, giacché di fatto viene riproposto il progetto Est Capital approvato durante il commissariamento straordinario del Lido.
2. Con l’alienazione si affidano alla Cassa Depositi e Prestiti, in totale mancanza di trasparenza, pieni poteri di decisione e gestione sulla trasformazione di un’area pubblica di notevole rilevanza storica, paesaggistica, architettonica che per la sua ampiezza (52.000 mq) è protagonista del futuro sviluppo dell’intera isola. (punto 4 della proposta di deliberazione 2013/880 del Consiglio Comunale del 06.12.2013, all’esame della competente Commissione consiliare e in discussione nella seduta del Consiglio Comunale
lunedì 16 dicembre 2013).
3. Non si riconosce in alcun modo il prezioso lavoro del ComitatoTeatroMarinoniBeneComune e di tutti coloro che, in questi anni, si sono impegnati per avviare un cantiere aperto di auto-recupero ed un processo partecipato di gestione delle attività di uno spazio altrimenti abbandonato al totale degrado.
4. Si viola il vincolo morale e sanitario imposto dai filantropi che permisero la realizzazione dello storico Ospedale al Mare, importante punto di riferimento della sanità veneta.
5. Si disattendono inoltre sia il vincolo architettonico che grava sull’intero complesso, sia quello ambientale che vige in tutta l’isola del Lido (compresa nel sito UNESCO che tutela Venezia e la sua laguna).

L’assemblea chiede che:
1. Venga aperto un processo partecipato su tutta l’area per decidere le destinazioni d’uso degli edifici e le future gestioni nel pieno rispetto dei vincoli architettonici e ambientali attraverso la redazione di un piano particolareggiato pubblico e partecipato da sottoporre al Consiglio Comunale e la Municipalita del Lido.
2. Vengano riconosciuti e valorizzati gli anni di lavoro del ComitatoTeatroMarinoniBeneComune, legittimando l’avvio del progetto “cantiereOaM” per la manutenzione e l’auto-recupero dell’intero Padiglione Marinoni in modo che possa continuare ad essere uno spazio per sperimentare pratiche di partecipazione e rigenerazione del patrimonio immobiliare collettivo. Siano fornite le strutture necessarie ed i servizi (acqua-luce) per avviare il cantiere secondo un progetto da stabilirsi insieme al comitato ed una serie di collaboratori e partners (professionisti,
università, scuole, cooperative di autocostruzione, associazioni, cittadini).
3. Siano potenziati i servizi socio-sanitari del monoblocco.
4. L’area dunale di elevato interesse naturalistico, antistante l’ex Ospedale al Mare, venga tutelata e inserita nel Sito di Importanza Comunitaria IT3250023, Lidi di Venezia: biotopi litoranei.
5. La compensazione dei 160 alberi abbattuti durante i lavori di bonifica lo scorso novembre avvenga all’interno della area dell’ex Ospedale.
6. Sia resa possibile la riapertura all’attività di culto per la Chiesetta e la canonica contribuendo a ridefinirne l’accessibilità.
7. L’area della Favorita sia data in gestione alla Municipalità di Lido Pellestrina.

firmato:
ComitatoTeatroMarinoniBeneComune,
Lido d’Amare,
Comitato Revisione Viabilità Lido,
Sezione LIPU di Venezia,
Associazione Vegan Venezia,
Coordinamento delle associazioni ambientaliste del Lido,
CUC Comitato Utenti e Consumatori,
FONDAMENTE gruppo di cultura politica.

[16/12/2013]

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