Donald Trump attacca frontalmente Giorgia Meloni, esprimendo nei confronti della premier italiana giudizi poco lusinghieri che mettono in discussione le relazioni tra Stati Uniti ed Europa. In un’intervista al Corriere della Sera, l’ex presidente ha espresso la sua delusione nei confronti della leader italiana, accusandola di non sostenere adeguatamente gli Stati Uniti nella guerra all’Iran. Queste dichiarazioni giungono in un momento di particolare tensione e stallo nel conflitto iraniano, sollevando interrogativi sulle dinamiche dell’alleanza transatlantica.
La critica di Trump è emersa dopo che Meloni aveva difeso Papa Leone, il quale è stato oggetto di attacchi da parte del tycoon americano. “È lei ad essere inaccettabile, non le interessa se Teheran ha l’atomica”, ha affermato Trump, evidenziando un malcontento crescente verso l’atteggiamento europeo e, in particolare, italiano, nella gestione delle crisi internazionali. Le sue parole riflettono un disagio profondo nei confronti di un’Europa che, secondo lui, sembra mancare di coraggio e determinazione nel sostenere le posizioni statunitensi.
La premier italiana, fino a questo momento, aveva mantenuto un buon rapporto con l’amministrazione Trump, essendo stata l’unica leader di un grande Paese dell’Unione Europea a partecipare alla cerimonia di insediamento dell’ex presidente nel 2021. Tuttavia, ha sempre cercato di marcare delle distinzioni su alcune posizioni di Washington, in particolare su temi delicati come la guerra in Ucraina e le questioni migratorie. Questa nuova fase di attacco personale da parte di Trump potrebbe segnare un cambiamento significativo nella relazione tra i due leader.
Durante la telefonata con il Corriere, Trump ha affermato: “Non posso immaginare che gli italiani siano contenti del fatto che la loro presidente non stia facendo nulla per ottenere il petrolio”. Questa affermazione si riferisce al recente blocco dello Stretto di Hormuz da parte dei Pasdaran, che ha portato a un aumento dei prezzi del greggio. “L’Italia non vuole essere coinvolta”, ha dichiarato, accusando Meloni di lasciare che gli Stati Uniti si facciano carico del problema senza il suo supporto.
Le critiche di Trump non si sono fermate alla Meloni, ma si sono estese anche a Papa Leone, il quale, secondo il presidente americano, non comprende la gravità della situazione in Iran. “Non capisce che in Iran hanno ucciso 42mila manifestanti lo scorso mese”, ha sottolineato Trump, incitando a una maggiore attenzione verso le violazioni dei diritti umani in quel Paese.
In questo contesto, Trump ha colto l’occasione per criticare le politiche europee, descrivendole come un fattore di autodistruzione. Ha citato la recente sconfitta di Viktor Orban in Ungheria come prova di un’Europa che non riesce a gestire le proprie sfide interne, utilizzando l’Italia come esempio negativo. La sua osservazione sulla gestione dei flussi migratori ha toccato un nervo scoperto in un’Europa già segnata da dibattiti accesi su questo tema.
La risposta del governo italiano non si è fatta attendere. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha difeso la posizione di Meloni, affermando che la premier “dice ciò che pensa” e che la coerenza nelle relazioni con gli Stati Uniti è fondamentale. Ha ribadito l’importanza di una “solida alleanza” che non impedisce un dialogo franco e rispettoso. Dallo stesso fronte, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha sottolineato che le affermazioni di Meloni sul Papa riflettono un sentimento nazionale piuttosto che una posizione politica.
Le reazioni politiche in Italia si sono amplificate, con la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che ha condannato fermamente le parole di Trump, definendo inaccettabili le interferenze esterne nella politica italiana. Anche il co-portavoce dei Verdi, Angelo Bonelli, ha espresso il suo disappunto, mentre Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha sottolineato che le critiche di Trump rivelano un clima di crescente tensione, evidenziando l’ambiguità della posizione della Meloni.
L’attacco di Trump alla premier Meloni rappresenta un punto di svolta nelle relazioni italo-americane, segnando – di fatto – una rottura in un rapporto che sembrava solido. Le reazioni a Roma, sia dal governo che dall’opposizione, evidenziano le ripercussioni di queste affermazioni e pongono interrogativi sul futuro della cooperazione tra Italia e Stati Uniti in un contesto internazionale sempre più complesso.
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Dimenticavo, la sinistra poi esulta per la sconfitta di Orban mentre nel parlamento Ungherese non ci sarà nemmeno un seggio a sinistra …. mi sa che non hanno tanto capito bene ….. Magyar è un po più moderato di Orban ….ma credo serbera’ delle sorprese …. ha subito detto che vuole incontrare la Meloni elogiandola per il suo lavoro e per collaborare strettamente…..
La Schlein forse ignora che il governo D’Alema senza mandato ONU e contravvenendo all’art.11 della costituzione bombardo’ la Serbia per 3 mesi e dando il permesso alle basi americane di far partire gli attacchi USA obbedendo a Clinton ( Hilary) ….. Quindi è inutile che urli al rispetto della costituzione e all’art 11 …. Bene ha fatto la Meloni a esprimere il suo disaccordo a Trump su Iran e il Papa