Treviso, Manildo fa rimettere le panchine proibite da Gentilini

ultima modifica: 17/04/2014 ore 10:40

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Mestre le toglie, Treviso le rimette. Alcuni anni fa, quando nel capoluogo della Marca trevigiana governava la Lega Nord e lo ‘’sceriffo’’ Giancarlo Gentilini, per combattere l’accattonaggio molesto e il degrado cittadino, l’allora sindaco aveva fatto togliere tutte le panchine della città, ora invece la situazione si ribalta: Mestre le fa togliere e Manildo non le vieta più.

Dopo vent’anni, giorni storici questi, perché anziani, bambini e chiunque voglia, ora, nel centro di Treviso, potrà riposarsi all’ombra e leggere il giornale. Con il ritorno delle panchine però, ritornano anche le polemiche.

Giovanni Manildo (Pd) si difende così: ‘’Il nostro obiettivo è di rendere la città più viva, aperta e accogliente. Nel corso degli anni il decoro è stato confuso troppo spesso con la proibizione. Con questo regolamento abbiamo cercato un equilibrio fra la vivibilità e il rispetto della città’’. Accoglienza quindi, questa la parola chiave, poco o per niente usata invece dall’ex primo cittadino Gentilini.

Per l’attuale sindaco infatti, la soluzione leghista era ‘’una soluzione falsa (al problema di ordine e sicurezza pubblica ndr). ‘’Se c’è un uso deviato di un mezzo, non elimino il mezzo, ma creo le opportunità perché sia utilizzato in modo differente e corretto’’ afferma Manildo.

Bivaccare e sporcare rimarranno quindi degli atti punibili con una multa, sia per i vagabondi che per i ragazzi. La giunta democratica ha inoltre aperto le porte della città agli artisti di strada, che l’ex sindaco obbligava a registrazioni e richieste scritte, prima di esibirsi a Treviso.

Gentilini ha così risposto: ‘’Questo succede quando si dà la città in mano ai comunisti. Hanno compiuto due sacrilegi, uno contro l’ordine pubblico annullando le norme del vivere civile e mettendo Treviso nelle mani di gente che beve, gozzoviglia e usa le panchine come dormitori. Il secondo è lo sfregio nei confronti di chi ha dato la vita per la patria, lasciando che si possa bivaccare sui monumenti ai caduti’’.

Sara Prian

[17/04/2014]

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