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C’erano tutti, ma proprio tutti alla protesta per le scuole sporche ieri mattina a Venezia. C’erano persino bambini di una scuola materna del centro storico, vestiti con i sacchi della spazzatura per mandare un massaggio forte con l’immagine.

Piccoli e grandi, in qualsiasi modo coinvolti per il loro ruolo, in un corteo a metà tra l’arrabbiatura feroce e la sfilata per carnevale.
Saranno stati almeno tremila le persone che ieri mattina si sono raccolte nel piazzale della stazione Santa Lucia, passando poi per il ponte della Costituzione, per i giardini di Papadopoli e arrivando oltre il ponte degli Scalzi, tornando al punto di partenza, come in un gigantesco girotondo organizzato.

Aule, corridoi, bagni puliti, per ragioni di decoro ma soprattutto di igiene, sono la base della sicurezza di un ambiente dove sono costretti a rimanere diverse ore i bambini, questa la motivazione di base dei Comitati delle scuole della provincia.
Il problema, mai facile da identificare in un ambito dove tutti scaricano sugli altri, origina senz’altro dai tagli che, a cascata, hanno ridotto i fondi per le pulizie. E le mamme ora sono pronte, se non ci saranno risposte positive dal Governo (leggi nuovi finanziamenti), ad andare fino a Roma per protestare.

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Il problema è esploso a gennaio: il nuovo appalto del ministero ha tagliato drasticamente i fondi. Dopo le feste di Natale la sporcizia si è accumulata ed ha superato livelli di guardia tanto da far chiudere alcuni istituti da parte dell’Ulss, e per far tornare le aule pulite i presidi hanno usato tutto lo stanziamento straordinario del Governo per gennaio e febbraio. Che cosa accadrà da marzo? Le scuole, rimaste senza soldi, potrebbero dover chiudere alcuni servizi, la mensa o il tempo pieno.

Ieri a Venezia hanno testimoniato la loro partecipazione genitori, famiglie, insegnanti, rappresentanti, da tutta la provincia: da Venezia, da Pellestrina, Murano, da Mestre, da Mira, Oriago, Jesolo.
Tra le scuole più numerose la Grimani di Marghera, San Girolamo Diaz e Morosini di Venezia, Morante e Goldoni di Oriago, gli istuti comprensivi di Lido e Murano, la Pascoli di Campalto, la Ilaria Alpi di Favaro, l’istituto Colombo di Chirignago.

Alla sfilata si sono aggiunti anche politici locali, sempre puntuali a condividere le proteste per i problemi, meno a portare avanti soluzioni per risolverli.

Paolo Pradolin

[16/02/2014]

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