
Il sostegno iraniano avrebbe permesso agli Houthi di lanciare gli attacchi più potenti e sofisticati finora contro l’Arabia Saudita e i suoi alleati yemeniti, fornendo assistenza per il puntamento di droni e missili, oltre ad addestramento, intelligence e guida tattica. Lo riferisce il Wall Street Journal citando fonti dei servizi di intelligence sauditi e dell’alleanza yemenita anti-Houthi.
A poche ore dalla pubblicazione del reportage, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione iraniane (Pasdaran) ha annunciato che una superpetroliera carica di oltre due milioni di barili di greggio ha urtato una mina navale nello Stretto di Hormuz, provocando una forte esplosione e un incendio. In un comunicato ripreso dall’agenzia Tasnim, i Pasdaran hanno affermato che la nave stava tentando di attraversare lo stretto seguendo una rotta “non autorizzata” e che aveva spento i sistemi di posizionamento e radar. L’annuncio non ha identificato la bandiera della petroliera.
L’emittente statale Press TV ha diffuso un filmato attribuito al Corpo, che mostrerebbe la superpetroliera in fiamme dopo l’urto con la mina. Secondo i Pasdaran si tratta di almeno il quinto episodio di collisione con mine nello Stretto e nelle acque circostanti segnalato dalle autorità iraniane nell’ultima settimana.
Nel frattempo, l’agenzia britannica per la sicurezza del commercio marittimo Ukmto ha registrato 12 attacchi contro imbarcazioni nel suo ultimo rapporto settimanale. Dall’inizio del conflitto, il 28 febbraio, l’agenzia ha censito 135 incidenti marittimi, di cui 114 con danni alle navi, e un totale di 76 persone morte o ferite. Il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz resta circa il 70% al di sotto dei livelli precedenti al conflitto, rileva il rapporto.
Dal versante statunitense, il comandante del Centcom, Brad Cooper, ha dichiarato che a causa del blocco navale americano l’Iran “non effettua esportazioni né importazioni via mare” e che lo Stretto è controllato dagli Stati Uniti e dai partner regionali, non dall’Iran. Cooper ha aggiunto che circa 400 navi mercantili hanno attraversato lo Stretto negli ultimi sette giorni e che le forze Usa hanno assistito i partner del Golfo nel trasporto di oltre 100 milioni di barili di greggio nello stesso periodo, cifra che si aggiunge agli oltre 1,3 miliardi di barili trasportati negli ultimi mesi.
La tensione nella regione si è manifestata anche con nuovi attacchi nello Yemen. La polizia locale ha riferito che due missili sono caduti vicino all’aeroporto internazionale di Aden. Un primo aggiornamento ha indicato che sono stati evacuati 612 passeggeri; il ministro dei Trasporti del governo yemenita riconosciuto ha detto che un attacco missilistico ha messo in pericolo 151 passeggeri a bordo di un volo Yemenia diretto al Cairo. Il ministro ha poi precisato che i passeggeri del volo Yemenia 612 sono stati evacuati e hanno lasciato l’aeroporto. Un secondo missile è caduto vicino all’estremità della pista e un volo Fly Aden in arrivo dal Cairo è stato dirottato verso l’aeroporto di Seiyun, secondo quanto riportato da Al Jazeera.
Sullo stesso fronte, le forze della coalizione a sostegno del governo riconosciuto hanno annunciato la distruzione di due piattaforme di lancio missilistico nella provincia di Saada; la notizia è stata pubblicata su X dal portavoce generale Turki al-Maliki. L’esercito yemenita ha inoltre detto di aver catturato una squadra Houthi specializzata nel pilotaggio e nel controllo di droni nella provincia sud-occidentale di Taiz: la 35ª Brigata corazzata ha comunicato su Facebook di aver arrestato la squadra sul fronte di al-Aqrud-Kahlan, a sud-est di Taiz.
In Libano, il Wall Street Journal segnala che Hezbollah ha chiesto alle autorità di Beirut la restituzione di oltre 450 chilogrammi di esplosivo sequestrati la scorsa settimana, dopo che il governo aveva intercettato un veicolo carico di armi e arrestato due conducenti. Hezbollah ha dichiarato di essere il proprietario del camion e del carico e ha chiesto il loro ritorno.
Sullo sfondo internazionale, l’ex presidente Usa Donald Trump, parlando a un comizio in Georgia, ha affermato che il governo americano è a conoscenza di “ogni mossa dell’Iran” e ha promesso che “la questione si chi
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