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SPESA GRATIS CON VIOLENZA AL PENNY MARKET | Arrestata banda di donne rom

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MARGHERA | Rom, donne e professioniste del furto. Ripetuto, nello stesso luogo e con le stesse modalità . Approfittavano dell’assenza di un impianto di video sorveglianza, agivano in tre e si facevano scudo con un minorenne ma intanto rubavano merce a volontà  dagli scaffali del Penny Market di Monzani a Marghera minacciando di ritorsioni i dipendenti del market nel caso avessero opposto resistenza. Tutte e tre sono state arrestate dagli agenti del Commissariato di Marghera e dalle Volanti della Questura di Venezia e si trovano obbligate agli arresti domiciliari.
Quattro gli episodi distinti per cui sono indagate: il primo risale al 2 settembre del 2012, il secondo il giorno seguente quindi ancora il 12 e il 18 settembre. Un esempio: le quattro donne, tre più la minorenne, si presentavano alle casse del market volendo pagare un solo pacco di farina ma dopo aver due borsoni a testa di altra merce presa dagli scaffali. Alla richiesta della cassiera di porre sul rullo la restante merce, una di loro con un pugno colpiva il cassetto che conteneva il denaro chiedendone la consegna e accompagnando il gesto dicendo che se non fosse stato consegnato il denaro le donne avrebbero fatto intervenire i mariti e che gliel’avrebbero fatta pagare.

La direttrice, nel primo caso del 2 settembre, senza farsi intimorire chiamò il 113 facendo così desistere le donne che se ne andarono solo con la merce asportata dagli scaffali. Il giorno seguente, stessa copione. La direttrice del market stavolta insegue le tre zingare fino all’auto: qui viene spinta a terra e minacciata nuovamente. Nel terzo episodio le tre rom si presentano al Penny Market. Prelevano come da copione la merce dagli scaffali riempiendo i noti due borsoni a testa ma questa volta escono dal punto vendita forzando la sbarra che chiudeva una cassa non in utilizzo in quel momento mentre una terza donna, non identificata, si presenta ad una cassa aperta pretendendo di pagare solo un articolo, quando con sé aveva un borsone pieno di merce. Viene chiamata ancora la polizia ma le donne fuggono lo stesso con la merce. E così fanno anche il 18 settembre.

Da quel giorno, in base alle denunce della direttrice e le testimonianze dei dipendenti del market, la polizia avvia una serie di indagini che portano all’identificazione delle tre rom riconosciute anche grazie ad un album fotografico predisposto dalla questura. Le donne, sono delle frequentatrici abituali delle strade mestrine e di Marghera, non solo per le loro invasioni nei market ma anche per chiedere l’elemosina per strade o per offrirsi di leggere la mano e predire il futuro a semplici passanti, attività , riconosciute dalla polizia, come diversivo in attesa di entrare in azione e rubare, unica fonte di sostentamento da anni.

Quanto è emerso è che non si è trattato di furti di generi di prima necessità  come pane o latte, bensì di prodotti di qualità , pertanto probabilmente asportati per successivamente essere rivenduti o, comunque, per ricavarne una illecita utilità  economica.

Ora per un po’ dovranno rinunciare a questo “lavoro” grazie all’ordinanza di custodia cautelare, poi trasformata in arresti domiciliari emessa dal Gip del tribunale di Venezia.

Raffaele Rosa
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Riproduzione Vietata
[09/04/2013]
(foto di repertorio)


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