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Sparatorie nelle scuole, l’ultimo caso in Oregon riapre lo scontro nazionale sulle armi

Silver Rail Elementary a Bend: cinque vittime, tre bambini. Negli USA si riapre il confronto tra chi chiede norme federali più stringenti e chi privilegia armi e sicurezza attiva.

L’eco degli spari alla Silver Rail Elementary School di Bend, in Oregon, ha riportato in primo piano il confronto nazionale sulle armi negli Stati Uniti. L’attacco ha coinvolto centinaia di bimbi dai cinque ai dieci anni e ha provocato la morte di cinque persone, tra cui tre bambini; il killer è stato eliminato dopo che i soccorsi hanno dovuto attendere all’esterno.

La tragedia di Bend si inserisce in una lunga serie di attacchi nelle aule e nei campus universitari: tra i casi citati ci sono le stragi alla Robb Elementary di Uvalde (Texas) e alla Covenant School di Nashville (Tennessee), l’episodio all’Apalachee High School in Georgia dove un quattordicenne armato di AR-15 ha ucciso compagni e docenti, e gli attacchi mortali che hanno colpito la Michigan State University, l’Università del Nevada a Las Vegas e la Tuskegee University in Alabama.

A Washington, amministrazione e parlamentari favorevoli a una regolamentazione più severa chiedono misure federali: il ritorno del divieto sulle armi semiautomatiche di tipo militare, controlli universali sui precedenti chiudendo le falle nelle compravendite private online e leggi sulla custodia responsabile che puniscano chi lascia armi accessibili ai minorenni.

Di segno opposto la reazione del blocco conservatore al Congresso e delle lobby armati che invocano la protezione del Secondo Emendamento e imputano parte del problema a disagi psichici e a una crisi dei valori sociali. La maggioranza conservatrice della Corte Suprema, osservano i sostenitori di questa linea, ha progressivamente limitato lo spazio per interventi legislativi restrittivi.

L’impasse federale ha prodotto una nazione a due velocità. Stati progressisti della Costa Ovest e del Nord-Est, tra cui Oregon, California e New York, hanno adottato misure restrittive: aumento dell’età minima per l’acquisto delle armi a 21 anni, periodi di attesa e leggi “red flag” per la confisca preventiva di armi a persone ritenute pericolose. Al contrario, Stati considerati roccaforti conservatrici — Texas, Tennessee, Florida e Georgia — spingono per il rafforzamento delle protezioni attive e passive nelle scuole, con metal detector, vetri blindati, agenti armati fissi e l’estensione della possibilità per insegnanti e personale scolastico di portare armi in classe.

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La frattura tra chi ritiene che la diffusione delle armi sia alla radice della violenza e chi sostiene che l’unica barriera siano cittadini armati resta profonda, determinando risposte molto diverse a seconda della geografia politica del Paese.

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Elena Gravin
Elena Gravin
Studentessa, amo scrivere per diverse testate on line. Cinema, teatro, musica, le mie passioni, ma amo incontrare gente. elena_g@lavocedivenezia.it
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