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Seedorf boccia il Milan: ‘Io tre quarti di questi giocatori non li volevo, me li son trovati’

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seedorf e balotelli ma milan perde

Il Milan deve rispondere ad una specie di ultimatum: ha sette giorni per rimettere il treno sul binario. Le prossime due trasferte, domenica (Lazio) e mercoledì (Fiorentina) saranno decisive per i destini di Clarence Seedorf, ma non solo, visto che un po’ tutti sono sotto accusa.

Il Milan vive questo momento delicatissimo con grandi tensioni che sono cresciute dopo il vertice ad Arcore. Nel vertice, che sarebbe dovuto restare segretissimo, Adriano Galliani, accompagnato da qualche giocatore ed esponenti dello staff tecnico, ha illustrato a Silvio Berlusconi la gravità della situazione. Pecche di Seedorf comprese. Com’è ovvio, l’allenatore non ha gradito una cena tra quelli che sembrano remare contro, anche se dopo ha ricevuto delle smentite scontate dai partecipanti e da Berlusconi.

La consegna per tutti ora è: basta parole. A parlare deve essere il campo. Quello che conta d’ora in poi saranno solo i risultati. Ma neanche questo è ambiente soft: ci sarebbe molta agitazione nei giocatori del Milan che scenderanno in campo domenica sera contro la Lazio. Il motivo? Seedorf li avrebbe ‘scaricati’.

A quanto pare l’allenatore, in un incontro con i capi della curva Sud, ha delegittimato il gruppo. La rivelazione si deve a Giancarlo Capelli, storico leader degli ultrà del Milan, ospite a Italia 7 Gold: «Una settimana dopo che è arrivato a Milano, abbiamo avuto un incontro con Seedorf. Lui ci ha detto che tre quarti di questa squadra non li vuole. Se li è ritrovati, non li ha scelti».

La bocciatura è grave perchè si tratterebbe di una frase pronunciata dopo solo una settimana di allenamenti, quindi bocciatura preventiva ed istantanea, ed è ovvio che i giocatori del Milan non l’hanno presa bene: se questa era la valutazione iniziale dell’allenatore, ora non sarà facile chiedere al gruppo di dare l’anima per uscire dalle difficoltà.

Il Milan, poi, non ha per nulla gradito, tanto che la reazione è stata lapidaria: «Se confermate, queste parole sarebbero considerate gravissime dalla società». Addirittura c’è chi si è spinto a ipotizzare che l’episodio potesse configurare una giusta causa di licenziamento.

Roberto Dal Maschio

[20/03/2014]

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