Sebastiano Ricci a San Giorgio

ultimo aggiornamento: 15/07/2010 ore 06:13

200

[15/07] L'Isola dei cipressi – San Giorgio Maggiore – ha ospitato una vasta Mostra antologica di Sebastiano Ricci ( BL 1659/VE 1734) , il Pittore che aprì le porte alla stagione del rococò a Venezia.

Organizzata dalla Fondazione Giorgio Cini e la Regione del Veneto, l'Esposizione ha reso omaggio all'Artista bellunese ed ai suoi contemporanei più famosi ( tra gli altri : G.B. Tiepolo, Piazzetta, Pellegrini e lo scultore Giovanni Maria Morlaiter ).

Chiedo il permesso, a chi mi leggerà , di aprire questo mio scritto parlando, una volta tanto, prima del contenitore, che avvolge tanti tesori artistici, per rivolgermi più avanti alle opere del grande Sebastiano, poichè sono convinto che questa Mostra non potesse essere allestita se non in questo sito straordinario.L'Isola di San Giorgio Maggiore, questa “perla” che si colloca esattamente di fronte alla Piazzetta, sin dalla nascita della Città  apparteneva alla famiglia patrizia dei Memmo, da questo il nome di Isola Memmia che la contraddistingueva in antichità , fu detta anche l'Isola dei Cipressi per il gran numero di queste piante esistenti sul suo territorio.

Attorno all' VIII°/IX sec. fu costruita sull'isola una chiesetta in legno dedicata a San Giorgio che fu denominata “Maggiore” per distinguerla dall'isola di San Giorgio in Alga, allora altro sito molto importante della nostra laguna.

Nel 982 l'isola fu donata dal Doge Tribuno Memmo al monaco benedettino Giovanni Morosini che operò una importante bonifica ed iniziò la costruzione del Monastero di San Giorgio Maggiore di cui fu il primo Abate.

La stupenda Basilica, come oggi la vediamo, fu ideata dal grande Andrea PALLADIO il cui progetto risale al 1565; nel 1566 fu posta la prima pietra ed i lavori del corpus furono ultimati verso il 1591. La facciata venne realizzata, sui disegni originari del Palladio, in un lasso di tempo intercorso tra il 1597 ed il 1610 da un altro famoso architetto dell'epoca: Vincenzo Scamozzi, ben 30 anni dopo la morte del Maestro vicentino.

Al suo interno sono catalogati tesori d'arte di incomparabile valore culturale: tra i vari, opere dello stesso Sebastiano Ricci, di Jacomo Tintoretto, Palma il Giovane, Domenico Tintoretto, Jacopo Bassano etc., di rilievo gli stalli del coro con bassorilievi di Albert Van der Brulle. Ma lo stesso spazio volumetrico lascia stupefatti per il senso di armonia che vi si respira e la luce che sembra adornare il contesto tutto.

Ho voluto premettere queste poche righe per giustificare il ricordo della mia (consueta) emozione nello scendere dal vaporetto e trovarmi immerso in una pagina della nostra storia. Ciò che si prova dinnanzi alla mole della Basilica è inesprimibile, volgendo lo sguardo attorno per cogliere la visione della Giudecca, della Punta della Dogana, il Molo di San Marco, la Zecca con la Piazzetta ed il Palazzo Ducale, l'animo si aquieta, ogni rumore molesto scompare, scompaiono anche i turisti sbraccati ed inconsapevoli di tanta bellezza ( salvo le rare eccezioni !), insomma mi ritrovo accanto al Canaletto intento a “schizzare” il bozzetto della grande tela che illustra la partenza del Bucintoro il giorno della Sensa e odo solamente il vociare dei barcaioli e dei gondolieri intenti a non urtarsi, da lontano mi giunge il brusio della festa, per un attimo interminabile sono nel “mio mondo”.
Al risveglio dal sogno mi sovviene che devo andare a visitare la Mostra e mi avvio lungo la piccola darsena costeggiando tutta l'area dell'antico monastero per arrivare in fondo a questa “riva” particolare ove in un appartato sito dell'ex convento è stata allestita l'Esposizione di Sebastiano Ricci meta principale della mia visita.

Entro in una anti-sala nella quale incontro le prime opere, percorso un corto corridoio mi immergo nel salone ove la rassegna si svolge interamente. Mi colpisce innanzitutto il semibuio che avvolge l'area donando allo spazio un senso di infinito in cui ogni opera viene illuminata singolarmente, i dipinti appaiono quali stelle e pianeti di una misteriosa galassia ruotanti intorno al loro sole: Sebastiano RICCI, colui che oltre trecento anni or sono diede vita a tutto questo con la sua immensa Arte, con la sua creatività , con la sua forza espressiva così densa di quel pathos misto di religiosità  e di conoscenza del proprio mondo che tanto stupì, già  allora, i suoi contemporanei.

Risulta sorprendente la freschezza, direi quasi la modernità , di certi suoi disegni a penna e inchiostro, degli acquarelli e seppia, i tratteggi di matita nera in cui si apprende la capacità  di cogliere dal vivo il senso della vita, l'indagine psicologica dei personaggi, suggerendoci quella sua peculiare attitudine: l'immaginazione creativa che si traduceva nella possibilità  di fissare sulla carta, come sulla tela, la prima idea ( è forse azzardato parlare di un “impressionismo” ante literam ? ) tanto che Lui stesso affermava in un suo scritto ” […..] questo picciolo ( il bozzetto) è l'originale, la pala d'altare è la copia [….] “.
Forse è per questo che osservando da vicino quelle piccole opere, scorgendo i veloci tocchi di colore mi viene alla mente un altro genio veneziano suo coevo, il “magico” Antonio Vivialdi dei cui “trilli primaverili” molti dipinti di Sebastiano sembrano avvolti. Ciò non toglie, tuttavia, assolutamente nulla alla grandiosità  dei vasti affreschi, alla superba strutturazione delle nobili pale d'altare nelle quali si fece antesignano di quel nuovo procedere in pittura nel XVIII° secolo a Venezia, ed in tutta Europa, di quelle magie luminose che caratterizzarono anche l'opera dei suoi più giovani contemporanei, primo fra tutti il grande G.B. Tiepolo.
Fu padrone assoluto delle cromie, in questo ricordando la lezione di un altro sublime colorista, quel Paolo Veronese che il Nostro tanto ammirava.

E', Sebastiano, un pittore a cui ci si affeziona piano, piano avvicinandosi alle sue opere, e ricordo che a Venezia sono tantissime, sapendone penetrare gli anfratti più segreti, quasi andando in intimità  con il suo pensiero poichè al di là  dell'apparente “bellezza”, nei suoi dipinti si può intuire una volontà  di approcciarsi ad un nuovo mondo che stava sorgendo, avviandosi verso quel Movimento Illuminista che avrebbe cambiato per sempre le sorti dell'Uomo in tutto il mondo.

In questa Mostra tra i lavori dei vari allievi e seguaci che hanno dato un senso all'opera di proselitismo del Ricci, mi hanno colpito tre piccole terrecotte di colui che viene considerato il suo “omologo” in scultura: Giovanni Maria Morlaiter, artista ben noto, che si fa qui ammirare con tre sculture nei cui modi esecutivi si coglie l'analoga capacità  espressiva del Maestro, ” l'aggressività  ” con la quale lo scultore ha trattato la materia al fine di caratterizzare e movimentare il racconto ed i soggetti descritti.

Molto ci sarebbe da evidenziare dei suoi contemporanei, il già  citato Tiepolo, il Piazzetta, il Pellegrini ed altri i quali, come Lui, aprirono le porte a nuovi stilemi ed a nuove concezioni pittoriche andando in giro per l'Europa per dare e ricevere, riportando in Patria nuove idee e nuove pratiche che avrebbero dato la stura al divenire dell'Arte moderna.
Fatico a staccarmi da tanta poesia, da tanto colore, da tanto amore per la Vita, per la Bellezza indirizzata ad un fine di comunione tra le genti, ma il tempo stringe.

Mi avvio all'uscita colmo di una spiritualità  che ha, pur sempre, il senso della presenza dell'Uomo poichè ritengo che le vie della trascendenza debbano passare, forzatamente, dalla volontà  dell' Essere umano ad avvicinarsi al Supremo a mezzo del proprio sapere, della propria conoscenza e del proprio Libero arbitrio.

Un fruscio d'ali mi accompagna verso l'esterno ma, improvvisamente, si interrompe, intuisco la paura del piccolo cherubino che mi seguiva a varcare la soglia del suo mondo non sapendo cosa avrebbe trovato nel nostro, credo che, alla fine, abbia fatto la scelta migliore !

Spero che i nostri lettori mi abbiano accompagnato in questa visita e li invito alla prossima Mostra !

Venezia Luglio 2010

Giorgio Pilla – Critico d'Arte

Lascia un commento alla notizia che hai appena letto (nessuna registrazione necessaria)

Please enter your comment!
Please enter your name here