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Libri: ‘Se potessi scriverti ogni giorno’, l’amore e l’ingiustizia ai tempi del fascismo

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Presidente dell’ Associazione Italiana per l’Educazione Demografica (AIED) Porta, da sempre sostenitore e testimone delle trasformazioni culturali e politiche del Paese, ha voluto portare all’attenzione dei lettori una storia di vita dolorosa e di speranza, risalente all’epoca fascista italiana, quella di Emma e Giulio Turchi.

Giulio, operaio metallurgico fiorentino sindacalista e militante del Partito Comunista, nell’aprile 1927 venne arrestato a Roma per cospirazione politica, essendo considerato un antifascista e condannato a 21 anni di carcere.

Emma, giovane sarta fiorentina, lo sposò nel 1926 e per tutti gli anni avvenire si videro ogni tanto attraverso le grate del carcere, ma soprattutto si scrissero numerose lettere, finché dopo un periodo di confino (dal 1937 al 1943) le truppe alleate liberarono il Sud Italia e Giulio venne scarcerato.

Sedici in totale gli anni trascorsi da Turchi in carcere, con diversi spostamenti (da Oneglia a Fossombrone, da Padova a Castelfranco Emilia e Civitavecchia) fino al confino nelle Tremiti e a Ponza, per poi essere liberato a Ventotene.

Anni di disagi, amarezza, solitudine, ma anche tanto amore e speranza, che traspaiono e si respirano leggendo la corrispondenza della coppia. Tre quarti del romanzo sono affidati alla penna di Turchi, che con una scrittura più strutturata e colta si rivolge alla moglie e raccontandole come vive e i suoi stati d’animo rinchiuso in una cella, la spinge a resistere e a non lasciarsi andare.

Emma, più giovane di circa sei anni rispetto al marito e sarta provetta, continua ad andarlo a trovare quando può, gli scrive in maniera più semplice e pura (la sua quantità di lettere contenute nel saggio è minore) ed in lei rimane sempre attiva quella forza d’animo e quel desiderio di diventare madre e vedere la propria famiglia insieme.

Giulio ed Emma al pari degli appartenenti alla Resistenza, possono essere considerati dei veri eroi, dei resistenti appunto, capaci di rimanere uniti nonostante tutto, valicando gli ostacoli posti dalla giustizia e dalle distanze geografiche, mantenendo intatto il loro rapporto ed anzi, migliorandolo, rimanendo fedeli l’uno all’altra e tenendosi compagnia spiritualmente e materialmente.

Se potessi scriverti ogni giorno può essere così considerata la storia di un uomo coraggioso e determinato, ma soprattutto storia di una donna altrettanto audace, che ha saputo sobbarcarsi le sue e le responsabilità del marito ed è riuscita ad affrontare le sfide quotidiane spinta e stimolata dal loro amore e dalla voglia di guardare avanti, ma soprattutto di non rinunciare ai sogni e agli ideali di giustizia e libertà.

Alice Bianco

[28/12/2013]

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