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domenica 26 Settembre 2021

SE IL PAPA FOSSE ITALIANO | Scola, Bagnasco, Ravasi ?

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Da martedì sera bisognerà  tenere d'occhio il comignolo di rame sulla Cappella Sistina intorno alle 19, la sera, e alle 12 il mattino. L'immagine darà  il verdetto sull'elezione, o meno, del conclave sulla base della votazione dei cardinali.
Normalmente tra la fumata bianca e il momento in cui il pontefice s'affaccia alla loggia della Basilica passano almeno mezz'ora-quaranta minuti: i fedeli di Roma, come tradizione, avranno il tempo di accorrere in piazza San Pietro per l'Habemus Papam.
Tutto è ormai pronto, a cominciare dalla Sistina: è stato posto un pavimento sopraelevato sopra l'esistente per non danneggiare quello storico autentico, i banchi di legno sono stati sistemati, come anche ledue stufe, l'ambiente è stato schermato e i telefonini, dentro, non prendono.

Ritorna a farsi sentire la speranza di un Papa italiano. La statura morale dei candidati non è stata intaccata dagli scandali di Curia, la loro intelligenza è riconosciuta dai cardinali stranieri, sia da quelli di orientamento ratzingeriano sia da coloro che propugnano il rinnovamento.
Angelo Scola è figlio di un camionista, Angelo Bagnasco è figlio di un operaio, Gianfranco Ravasi è figlio di una guardia di finanza antifascista.
Mai come oggi l'idea che un italiano possa salire sul soglio di Pietro, 35 anni dopo la morte di Paolo VI e di Giovanni Paolo I, aiuterebbe la causa dell' Italia. Un paese disorientato dagli ultimi avvenimeti, ancora senza un governo, con un presidente della Repubblica in scadenza e un futuro politico pieno di incognite.
Se la crisi italiana è anche una crisi di fiducia nel futuro, vedere la prossima settimana un compatriota affacciarsi in piazza San Pietro rappresenterebbe, tra l'altro, anche un motivo di orgoglio e di riscatto per il Paese.
Fino a poco fa, pareva che «le divisioni che deturpano il volto della Chiesa» denunciate dallo stesso Benedetto XVI potessero impedire il ritorno di un Papa italiano. Ora invece si pensa che proprio un italiano estraneo agli intrighi curiali ma conoscitore del terreno potrebbe essere il più indicato ad aprire una nuova stagione.

p.pradolin
[redazione@lavocedivenezia.it]

Riproduzione Vietata
[09/03/2013]


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