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lunedì 02 Agosto 2021

Scuole sporche e lavoratori al ribasso, Valerio: scempio dei diritti

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palazzo corner provincia di venezia

In relazione alla recente seduta del Consiglio provinciale di martedì scorso in cui si é discusso e successivamente rinviato in Commissione – per ulteriori approfondimenti e per la condivisione del testo – l’ordine del giorno avente per tema “Si ponga termine al dramma dei lavoratori delle pulizie nelle scuole, la dignità non è un tema secondario” presentato il 13 gennaio dai consiglieri Dal Cin, Valerio e Cagnato (Lega), riceviamo e inoltriamo la dichiarazione del consigliere Michael Valerio:

«Com’è noto il personale statale che svolge attività di sorveglianza e pulizia nelle scuole, i bidelli di una volta, in molte scuole è ridotto ai minimi termini, e da qualche tempo gli istituti si servono di personale gestito dalle cooperative i cui contratti di fornitura, però, sono scaduti. Pochi mesi fa, quindi, il Ministero dell’Istruzione ha bandito una “super” gara d’appalto per “l’affidamento dei servizi di pulizia e altri servizi tesi al mantenimento del decoro e della funzionalità degli immobili, per gli Istituti Scolastici di ogni ordine e grado e per i centri di formazione della Pubblica Amministrazione”, dislocati in più regioni, e da affidarsi a un soggetto che, da bando, doveva essere una cooperativa accreditata Consip. Grazie a questa gara d’appalto, suddivisa in tredici lotti per un importo massimo complessivo di 1.795.860.000 euro IVA esclusa, il servizio è stato affidato con un ribasso di spesa rispetto al passato del 40 per cento. In molte regioni, come il Veneto, il servizio è stato affidato al colosso delle Cooperative Manutencoop.

Ci si è tuttavia resi conto ben presto come tale Cooperativa operasse per poter rientrare nel ribasso d’asta che le aveva consentito di ottenere l’appalto in moltissime regioni. In buona sostanza vi è stata una rimodulazione delle ore-lavoro svolte dalle operatrici con una riduzione pari anche al 90%. In molti casi, nella provincia di Venezia, vi sono lavoratrici che si sono ritrovate a lavorare per sole una o due ore al giorno arrivando a salari di 100 euro o poco più. Al contrario, alcuni comuni come quello di Cavarzere, hanno attinto personale dalle liste di mobilità per lavori socialmente utili (già salariati dall’INPS) sopperendo alle ore ridotte al personale ingenerando una guerra tra poveri. Ciò ci ha portato a ritenere di non poter soprassedere, perché il fatto che questa situazione sia presente a macchia di leopardo favorisce l’insabbiamento ed è ciò che va evitato. Bisogna agire sul Ministero perché si possa rivedere l’impianto del contratto dichiarandolo nullo, poiché stipulato in molti casi in maniera irregolare.

La situazione nel territorio è insostenibile e la politica non può e non deve rimanere in silenzio dinnanzi a questo scempio del diritto al lavoro».

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