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Sciopero Actv venerdì 3 dicembre (niente collegamenti minimi)

Homesciopero ActvSciopero Actv venerdì 3 dicembre (niente collegamenti minimi)

Sciopero Actv in possibile adesione ad una protesta di livello nazionale venerdì 3 dicembre. La conferma arriva direttamente dall’Azienda.
Essendo prevista un’astensione dal lavoro di tre ore non vi è obbligo di collegamenti minimi o fasce protette.

AVM/Actv informa che è stato proclamato per il giorno venerdì 03 dicembre 2021 uno sciopero nazionale, da parte dell’organizzazione sindacale UGL, che potrà interessare il personale Actv dei servizi navigazione, automobilistici e tranviari a partire dalle ore 21:00 e fino alla mezzanotte.
La fascia oraria indicata si riferisce agli orari di arrivo e di ripartenza dei mezzi da/per i depositi aziendali, conseguentemente la piena regolarità del servizio terminerà prima delle ore 21:00 e riprenderà successivamente alla mezzanotte.

Le ultime corse prima dello sciopero e le prime corse con cui riprenderanno i servizi di navigazione e automobilistici urbano ed extraurbano saranno pubblicate nei prossimi giorni on line sui siti aziendali actv.it   e   avmspa.it  .

Per maggiori informazioni consultare la relativa news, i pannelli informativi presso gli approdi, i canali social istituzionali @muoversivenezia e il call center Dime 041 041.

Il servizio People Mover di collegamento tra P.le Roma, Stazione Marittima e Tronchetto sarà regolare.

Come da normativa, si riportano di seguito le motivazioni dello sciopero dichiarate dalla sigla sindacale promotrice:

· per la discriminazione in essere, tra lavoratori in possesso e non di green pass, contraria a quanto previsto dalle norme e dalle raccomandazioni in materia di discriminazione – così come previsto dalla Risoluzione Europea 2361 – che sta creando tensioni inutili e pericolose nel mondo del lavoro;

· per le intimidazioni e le ritorsioni che stanno verificandosi, vista l’autonomia decisionale lasciata alle aziende di stabilire le procedure aziendali in materia di applicazione del green pass, andando addirittura oltre quelle che sono le norme stabilite dalla legge, relativamente all’assenza ingiustificata e alla sospensione di qualsiasi emolumento economico per il periodo di assenza dal lavoro, minacciando i lavoratori con previsioni di recupero economico e sanzioni disciplinari ultrattive rispetto alla norma. Si prevede infatti “il diritto di chiedere il risarcimento dei danni tutti causati dal mancato svolgimento dell’attività lavorativa e dalla conseguente impossibilità di garantire il servizio di Trasporto Pubblico Locale”;

· per il mancato rispetto della tutela dei lavoratori; anche se le norme prevedono limiti al potere disciplinare del datore di lavoro, si stanno verificando casi di gravi violazioni;

· per la non applicazione nella maggior parte delle aziende del settore mobilità dell’Art. 1.2 punto b secondo l’allegato al DPCM del 12-10-2021 in GU N. 244 il 14-10-21 parte integrante del DL 127 DEL 21-09-21, che recita: “non è consentito, in alcun modo, che il lavoratore permanga nella struttura, anche a fini diversi, o che il medesimo sia adibito a lavoro agile in sostituzione della presentazione non eseguibile in presenza, ferma rimanendo la possibilità, per le giornate diverse da quella interessata, di fruire degli istituti contrattuali di assenza (malattia, visita medica, legge 104, congedo parentale…)” creando situazioni di discriminazione evidente tra lavoratori che vogliano fruire di istituti riconosciuti dalla legge e dagli istituti contrattuali, non rispettando le norme citate dalla legge in materia. Tutto questo ledendo in maniera evidente i diritti dei lavoratori;

· per le approssimative e fallimentari organizzazioni aziendali che, invece di adottare procedure chiare e trasparenti, spesso utilizzano metodi confusi e improduttivi come l’individuazione di preposti alla verifica che non sono stati minimamente informati e formati sui modi e sullo sviluppo delle procedure;

· per la possibilità che i tamponi per la certificazione verde siano elargiti gratuitamente a tutti i lavoratori interessati per far rispettare alle aziende il loro obbligo determinato dalla legge 81/08 di sorveglianza sanitaria e prevenzione per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro;

· perché si sensibilizzino le aziende nella ricerca convenzioni ad hoc, che non pongano in essere ulteriori discriminazioni;

· per la sicurezza – sia in termini di safety che di security – di tutti gli operatori del settore, perché non sia un elemento da valutare e utilizzare solo in determinate situazioni, ma divenga un campo di attenzione e di investimento prioritario e garantista;

· perché la situazione del trasporto pubblico locale che si prospetta è a dir poco surreale: si richiede l’obbligatorietà di un green pass a chi conduce il mezzo, ma non a chi ne fruisce, creando importanti dubbi sull’efficacia che questo strumento davvero eserciti nel combattere la pandemia, nel qual caso sarebbe opportuno prevederne la necessità anche per la fruizione dei mezzi stessi;

· perché la situazione del trasporto ferroviario che si è determinata non è congruente con le finalità della legge, considerando che l’obbligo del green pass non è previsto per tutte le tipologie di percorrenza dei treni, l’assurda ed estrema situazione che si verifica nel Trasporto Locale, Regionale e Interregionale dove il lavoratore ha l’obbligo del green pass mentre lavora all’interno di un convoglio dove potenzialmente tutti gli utenti potrebbero non averlo, crea importanti dubbi sulla efficacia di questo strumento;

· perché gli autoferrotranvieri e i ferrovieri tanto hanno fatto affinché il Paese non si fermasse durante questa pandemia, garantendo con la propria responsabilità e professionalità la mobilità del Paese anche in momenti in cui le tutele e gli strumenti sanitari erano praticamente assenti;

· per l’assenza di tutela agli operatori front line vittime degli effetti post covid che, invece di essere accompagnati in percorsi di garanzia e ripresa, sono discriminati e spesso spinti a soluzioni risolutive come destituzione e licenziamento, in quanto non più idonei;

· perché l’obbligo del green pass nei luoghi di lavoro sta creando molte difficoltà anche ai lavoratori che ne sono in possesso, poiché le aziende del settore per sopperire alle mancanze di personale, già insite strutturalmente e amplificate dalla situazione attuale, non concordano la fruizione delle ferie e delle assenze, richieste riconosciute dai dettami contrattuali. Inoltre, la forte richiesta di lavoro straordinario e la rimodulazione dei turni di lavoro stanno creando serie difficoltà organizzative che hanno ripercussioni negative sulla vita dei lavoratori.

Non si riscontrano precedenti astensioni di 3 ore proclamate dalla sigla sindacale sopra citata.

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