Sblocca Italia, il Veneto pronto a presentare una lista di 26 opere da completare

ultimo aggiornamento: 19/10/2014 ore 19:28

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matteo renzi parla al microfono

L’aveva annunciato qualche giorno fa dal palco del Festival dell’Economia di Trento, ed ora pare che il premier Matteo Renzi sia intenzionato tutto e per tutto a mettere in atto lo ‘’sblocca Italia’’, un piano per autorizzare l’avvio o la continuazione della costruzione di opere pubbliche rimaste in sospeso a causa della burocrazia o di altri problemi.

Il Presidente del Consiglio ha chiesto quindi ai primi cittadini dei Comuni italiani di inviargli, entro 15 giorni, la lista di lavori in sospeso e le eventuali richieste di ‘’sblocco’’.

Poi Palazzo Chigi si prenderà carico delle istanze e assieme al Ministero dell’Economia e dello Sviluppo e la Cassa depositi e prestiti, preparerà un decreto per ‘’liberare le energie’’, o meglio, i fondi necessari per spazzare via gli ostacoli che finora hanno impedito la conclusione o l’avvio dei lavori.

Per quanto riguarda il Veneto, non è ancora stata presentata una lista ufficiale, ma secondo l’anagrafe delle opere incompiute, sono 26 le opere che hanno bisogno di aiuto. Per completarle servirebbero quasi 534 milioni di euro.

Tra di esse: l’ampliamento della scuola materna di Montecchio Maggiore (Vi), le piscine di Cassola (Vi), le tribune delle palestre di Pianiga e Cazzago (Ve), il restauro di villa Loredan a Stra (Ve) e della barchessa di villa Giovannina a Villorba (Tv), il centro per la raccolta differenziata a Codognè (Tv) e numerosi passaggi a livello da eliminare.

Ci sono anche diverse opere che invece, avviate, ora si vorrebbe disfare (l’idrovia Padova-Venezia, messa in lista dalla Regione per un valore di ben 461 milioni), ma come questa, numerose altre.

Il Presidente dell’Anci Veneto, Franco Bonesso ha commentato: ‘’Per carità, l’iniziativa del premier è encomiabile ma non vorremmo che finisse come per le scuole, per cui ci sono stati dati i modelli Excel da compilare entro fine maggio e poi non s’è più saputo nulla. E poi come si sbloccheranno i cantieri? Quasi tutti sono fermi per il patto di stabilità… Far partire in massa le gare, infine, è un bel rischio: oggi per legge i Comuni si devono consorziare tra loro oppure tocca alle Provincie, in via di abolizione, fare da stazioni appaltanti’’.

Redazione

[03/06/2014]

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