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Simionato: “Noi conosciamo un altro Giorgio Orsoni”

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sandro simionato Dopo l'arresto di Orsoni

Dopo l’arresto di Orsoni, come ha reagito il palazzo? Questo il comunicato del vicesindaco, Sandro Simionato, a qualche ora dal terremoto che ha scosso Venezia.

“Con uno sforzo comune e collettivo di responsabilità verso la nostra città continuiamo a lavorare con la massima serietà e alacrità, anche e soprattutto in questo momento critico”. Con queste parole il vicesindaco di Venezia, Sandro Simionato, ha aperto la conferenza stampa che si è tenuta oggi a Ca’ Farsetti, sede del Comune, in merito alla notizia che il sindaco, Giorgio Orsoni, è stato posto agli arresti domiciliari.

“Noi conosciamo un altro Giorgio Orsoni – ha continuato il vicesindaco – che pensiamo sia la persona giusta, uno che ha fatto della trasparenza e della coerenza amministrativa uno degli stili distintivi di questa Amministrazione. A lui e a tutta la sua famiglia esprimo la mia vicinanza personale e umana, fiducioso comunque che la Magistratura possa risolvere al più presto la situazione.

Dove c’è da far chiarezza, si faccia chiarezza e in questo senso la Magistratura, giustamente, farà il suo dovere. Ma noi abbiamo assunto degli impegni con questa città, ci sono delle scadenze importanti che intendiamo rispettare. Abbiamo quattro anni di lavoro intenso alle spalle e un altro anno di lavoro davanti per chiudere le partite che abbiamo aperte e intendiamo proseguire con impegno su questa strada. Nelle prossime ore faremo il punto su come continuare questa esperienza, dando il tempo anche ai partiti della coalizione di fare le proprie riflessioni.

Sul Mose la posizione del Comune è sempre stata improntata alla massima coerenza: abbiamo denunciato più volte il fatto che ci fosse un unico mandatario, detentore unico del sistema. In una grande opera, che vale 5 miliardi di euro, è evidente che qualche rischio c’è, se non ci sono nuove regole di gestione degli appalti e questo è un problema diffuso nel Paese, al di là dell’ambito territoriale. Non può essere giustificata l’azione di chiunque compia atti non coerenti con i corretti comportamenti nella pubblica amministrazione.

Venezia è una città a cui tutto il mondo guarda con ammirazione, una città che merita, ancora di più adesso, un’assunzione piena di responsabilità da parte dei suoi amministratori. Un’Amministrazione che si auto elimina sarebbe in questo momento un suicidio per la città”.

Redazione

[05/06/2014]

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