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Ruby, terzo atto: sotto accusa testimoni e avvocati. Berlusconi: Non si liberano di me, resto in campo fino alla fine

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berlusconi manette

«Ruby ter» al via, e il prodecimento inizia con l’iscrizione nel registro degli indagati del Cavaliere.

Silvio Berlusconi, secondo l’accusa, avrebbe corrotto Karima El Mahroug (Ruby rubacuori) e altre dieci ragazze del «bunga bunga» pagandole perché testimoniassero a suo favore, un reato che prevede fino a dieci anni di carcere.

Berlusconi dichiara: «In questi venti anni, ogni giorno una certa magistratura politicizzata alleata con la sinistra ha cercato di distruggere l’unico ostacolo che si frapponeva tra loro e il potere, cioè Silvio Berlusconi e il suo partito Forza Italia» anche «indagando i testimoni a mio favore», accusa il Cavaliere che parla di giustizia «ingiusta» e assicura: «Non ho nessuna intenzione di farmi da parte, resto in campo fino alla fine».

Gli indagati sono 45, solo che questa volta nell’elenco ci sono anche gli avvocati del Cavaliere.
Niccolò Ghedini e Piero Longo, avvocati-parlamentari, sono accusati di concorso in corruzione in atti giudiziari con l’ex premier.

Si tratta di una decisione dovuta al fatto che nelle sentenze che hanno condannato il Cavaliere (7 anni per la prostituzione dell’allora 17enne marocchina e concussione), Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti (per il giro di prostitute, 7 ai primi due, 5 alla terza), i giudici hanno trasmesso ai pm gli atti per procedere contro i testimoni che hanno dichiarato che nella residenza di Arcore dell’allora presidente del Consiglio si svolgevano solo cene eleganti e non i balletti a luci rosse di cui parlava l’accusa.

Dell’ elenco di indagati per falsa testimonianza fanno parte 10 Olgettine che, dopo essere state perquisite il 15 gennaio 2011, furono convocate ad Arcore per una riunione con Ghedini e Longo in cui, dicono i giudici, si scrisse «il copione» delle dichiarazioni da fare in aula. Per dire il falso sarebbero state corrotte da Berlusconi con 2.500 euro al mese, l’affitto delle case in via Olgettina a Milano 2 e altri regali.

I mensili, per i giudici «un inquinamento probatorio», si sarebbero interrotti dopo le sentenze per evitare di reiterare un reato. Anche Ruby sarebbe stata corrotta con «vari pagamenti», come il «prestito di 57 mila euro» per aprire un centro estetico.

Ruby avrebbe violato il segreto istruttorio confidando al suo avvocato Giuliante il 6 ottobre 2010, nello studio del legale, ciò che cinque mesi prima aveva messo a verbale con i pm, quando era stata interrogata in segreto dando il via all’inchiesta. Identica accusa per il legale Giuliante che poi girò le rivelazioni a Berlusconi.

Falsa testimonianza anche la senatrice di Forza Italia Maria Rosaria Rossi, la collaboratrice che segue il Cavaliere come un’ombra, per Carlo Rossella, presidente di Medusa, e Mariano Apicella, il compagno canoro di Berlusconi. Stessa accusa al deputato di FI Valentino Valentini, all’ex vice ministro agli Esteri Bruno Archi, alla parlamentare europea Licia Ronzulli e a Giorgia Iafrate, la funzionaria di Polizia che si occupò dell’affidamento di Ruby alla Minetti la notte del 24 maggio 2010, quando Berlusconi chiamò in questura dicendo che la ragazza gli era stata segnalata come nipote di Mubarak.

Paolo Pradolin

[24/01/2014]

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