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HomestuproRiflessioni su stupri e violenza sessuale. Di Andreina Corso

Riflessioni su stupri e violenza sessuale. Di Andreina Corso

La violenza, gli stupri che colpiscono le donne, le ragazze, l’orrore che non risparmia neppure le bambine, ci offrono il menu variopinto cucinato nel tempo e nella terra che ci ospita, chiamato società. Di cosa stiamo parlando? Di quel ribrezzo che proviamo quando la cruda realtà ci rivela che la nostra ragione è arrivata in […]

La violenza, gli stupri che colpiscono le donne, le ragazze, l’orrore che non risparmia neppure le bambine, ci offrono il menu variopinto cucinato nel tempo e nella terra che ci ospita, chiamato società. Di cosa stiamo parlando? Di quel ribrezzo che proviamo quando la cruda realtà ci rivela che la nostra ragione è arrivata in fondo al tunnel e che non si scorge via di uscita. Di quella umanità violata da uomini e da ragazzi che possono, che sanno, che hanno imparato a considerare la donna, la bambina, carta straccia da gettare nella spazzatura o nelle mani degli accaniti dei social, che proprio non ce la fanno, poverini, a resistere, a non partecipare alla festa collettiva dei nascenti mostri. Di quei poveretti davvero, capaci di tutto che non possono fare a meno di contribuire al gioco perverso del massacro delle vittime, sarebbe urgente occuparsi.

Di cosa stiamo parlando? Dei condizionamenti informatici che hanno sostituito il tempo della parola, del dialogo e del confronto? Dei social che hanno rimpiazzato gli amici e le persone di cui ci si può fidare? Il danno è totale e non può che richiamare alle nostre responsabilità. Si sa, se la colpa è di tutti, è soprattutto di nessuno. Non è dei genitori, che mettono in mano il cellulare ai bambini in carrozzella, non è di mamma e papà che raccomandano, si fa per dire, di non stare troppo con gli occhi sullo smartphone, mentre loro ne sono catturati giorno e notte. Ciò che si vede e si assorbe è di gran lunga più convincente e assimilabile di ciò che si ascolta.

Stiamo parlando di questa civiltà, si fa per dire, che non sa che fare, come contribuire a far sì che i ragazzi e le ragazze comprendano quanto sta succedendo, che vengano aiutati a ripensare ai loro comportamenti, a non smarrire la loro umanità. È davvero un dramma constatare che, pur con tutte le eccezioni, che chi dovrebbe educare, non è più in grado di farlo, perché invaso e travolto da una valanga virtuale che confonde il vero con il falso, i lupi con le pecore, la vita e la morte, le cose al posto delle parole.

Eppure quei ragazzi capaci di tutto, di parole ne avrebbero bisogno. Di parole giuste, come medicamento, pronunciate da adulti consapevoli che abbiano mantenuto la capacità critica e affettiva di sapersi rivolgere ai figli, agli alunni, agli studenti, agli amici, per incutere in loro il sentimento della fiducia e della possibilità di ripensare e ripensarsi.

Molto si è detto e letto in queste giornate sugli effetti del vivere in periferie degradate, ma le violenze, gli stupri, non si consumano solo in quelle zone, ma ovunque e soprattutto nell’ambito familiare. Per arginare quello che oramai è diventato l’incubo di una stridente e preoccupante realtà quotidiana, proviamo a capire cosa dice la giurisprudenza.

Lo stupro è un crimine contro la persona, che viene coartata nella sua libertà sessuale, e non contro la morale pubblica . La sua disciplina è contenuta dall’articolo 609 bis del Codice Penale, che prevede una pena detentiva da 6 a 12 anni . Il reato di stupro si articola in due fattispecie principali: la violenza sessuale per costrizione della vittima; la violenza sessuale per induzione, cioè approfittando dell’inferiorità fisica o psichica della persona offesa .
Per presentare querela, la vittima ha a disposizione sei mesi dalla data del reato. Dunque, oltre la scadenza dei 6 mesi, il reato non è perseguibile.

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Quando una ragazza viene straziata dalla violenza, quando si pensa a stupri di gruppo, ci si interroga, ci si chiede come sia possibile che dei giovani, anche minorenni, possano trasformarsi in mostri. Che ne sarà del domani delle ragazze violate, ce la faranno a ricostruirsi una vita affettiva, a ritrovare la fiducia? Che ne sarà del domani di questi ragazzi? Sapranno pentirsi? E noi, noi che stiamo a guardare, a commentare, ad indignarci, noi adulti, chi siamo?

Andreina Corso

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Andreina Corso
Andreina Corso
Cittadina 'storica' di Venezia, si occupa della città e della sua cronaca. Giornalista, insegnante, autrice letteraria, poetessa.
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5 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Devono pagare per la loro colpa e devono pagare anche i loro genitori (specialmente la madre di uno di loro che ha definito la vittima una poco di buono).
    Si devono educare i ragazzi in famiglia e a scuola che quello dello stupro è una cosa grave e che gravi saranno le conseguenze per chi le commette …..e si deve insegnare il rispetto e il convivere civile …
    Bisogna far sparire la mentalità dello stupro e del :” tanto non mi fanno niente ” far capire che la vittima avrà una condanna sempre peggiore di chi l’ha stuprata che durerà per tutta la vita ……

    • Che sia la guerra in Ucraina che ha aumentato la violenza nei giovani? Bombe a grappolo, all’uranio impoverito, blocco del grano per i paesi poveri, droni che uccidono, in fondo che insegnamento dà la nostra società?

  2. Che se ne pentano un domani non me ne può importare di meno, son fatti loro. Non si pentiranno perché sono nati amorali, vuoti, sadici. “Oro bon no ciapa macia”. Ci possono essere social, brutte compagnie, mettiamoci di tutto e di più, ma se sono sano di morale, non entro in certi circuiti oppure esco. Non credo nella redenzione di nessun essere che compie del male in senso assoluto. Fai del male perché sei il male. Non deve esistere né perdono né dimenticare. Chi ha contribuito alla rovina di queste generazioni sono gli strizzacervelli, una laurea non fa’ la morale e in quanto a comportamenti sani nessuno garantisce su psicologi, psicoterapeuti e sociologi, tanto bravi a dispensare consigli. Le cronache ne raccontano di tristi realtà specialmente in certe comunità di recupero che invece di recuperare, distruggono. E’ il lassismo, il voler comprendere e scusare, trovando alibi inesistenti, non tutto è comprensibile. E’ il fatto della non punibilità, del non temere le conseguenze delle loro azioni a permettere di esternare la loro natura di demoni del male. Non hanno paura di nulla, non temono niente e nessuno. Le generazioni precedenti con cui i confronti non reggono, temevano le punizioni. La famiglia e la società avevano delle regole che si è voluto togliere per manipolare questa nuove generazioni e avviarli in un falso divertimento che è dittatura e annullamento dell’identità. Se poi vengono premiati quando fanno uso ed abuso di alcool e sostanze e si mette loro a disposizione taxi e bus per portarli gratis dalla discoteca a casa, adducendo a voler salvar vite mentre invece si cercano voti elettorali, allora non c’è speranza.

  3. Il domani di questi ragazzi merita una condanna esemplare, non servono pene più severe, basta tenerli in galera per tutto il tempo che sarà stabilito dalle leggi dello Stato Italiano, la stessa condanna la meriterebbero anche i genitori di questi uomini (perchè non sono più bambini ), che si sono voltati dall’altra parte. Shylock the first

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