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Renziani in subbuglio. Faraone su Facebook: ‘Questo Pd non può permettersi questo governo e i suoi errori’

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davide faraone pd gruppo renzi

L’eco del pastrocchio degli emendamenti non si è ancora sopito. La vicenda del decreto salva Roma, si può definire un vero e proprio incidente politico: il decreto è stato ritirato dal governo dopo una telefonata del Quirinale a Enrico Letta, e successivamente il premier ha fatto una sfuriata ai suoi perchè tali leggerezze non devono più accadere. Ma lui dov’era?

Matteo Renzi non ha gradito lo scaricabarile, definendo «assurda» la gestione del decreto e chiedendo un controllo più rigido sugli emendamenti. Un modo anche per allontanare le critiche al partito e segnare la differenza del «suo» Pd da quello degli altri.

Ma altri renziani sono stati ancora più espliciti nel giudicare l’operato del governo: «Un filotto impressionante di errori» attacca Davide Faraone senza mezzi termini: «Il rimpasto non basta. O si cambia radicalmente o si muore».

Faraone attacca così, in un post su Facebook: «Eletto Renzi si azzera il contagiri e si riparte. Perché mentre noi lavoriamo a un’agenda di grandi riforme, c’è chi brucia tutto». Poi elenca il «filotto» di errori, «commessi in soli 13 giorni», dall’elezione del nuovo segretario pd: «Una legge di stabilità di galleggiamento (poco per il futuro), le slot machine, gli affitti d’oro, il provvedimento su Roma capitale». Su quest’ultimo, in particolare, si concentrano le sue critiche: «Se chiedi la fiducia ai parlamentari, se chiedi il sostegno in bianco ai deputati della maggioranza, lo fai per provvedimenti alti, utili per il Paese, non per legittimare decine di inutili marchette». Ma non è finita, perché nel mirino di Faraone c’è anche il provvedimento che ha sostituito il salva-Roma: «Sul Milleproroghe: si nominano nuovi prefetti, portati a 207 quando le prefetture sono la metà, si abbonano 400 milioni a Roma quando tutti i Comuni soffrono. Due ottimi provvedimenti per dar fiato alle stanche trombe della Lega. E poi i soldi Ue parcellizzati per il Sud e per il lavoro su mille provvedimenti senza alcuna strategia. O ancora le deroghe al patto di stabilità per Comuni non virtuosi, che chiedono di stabilizzare i precari anche dove si sfora la pianta organica e niente per i Comuni virtuosi che vogliono realizzare opere utili per la collettività». La conclusione è durissima: «Questo Pd, con le grandi speranze che suscita, non può permettersi questo governo e i suoi errori».

Redazione

[29/12/2013]

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