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martedì 27 Luglio 2021

baby prostitute: foto e video per ricattare i clienti

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carabinieri nucleo anti frodi controlli

Il nuovo filone di indagine partito per le “baby-prostitute” si concentra su video e foto, a volte scattate all’insaputa del cliente, usate per ricattarlo successivamente.
Tra gli uomini che chiedevano incontri e venivano ricevuti dalle minorenni nell’appartamento dei Parioli a Roma su cui hanno indagato i carabinieri, c’è anche un’utenza intestata alla Banca d’Italia e tanto è bastato per scoprire che un funzionario chiamava direttamente dall’ufficio.

Mauro Floriani, il marito dell’onorevole Alessandra Mussolini, continua a dichiarare la sua innocenza ma ci sarebbero agli atti le chiamate con il suo cellulare. La sua voce sarebbe anche registrata mentre si accorda con una quindicenne. Ed è stata proprio quella prima telefonata — «Ci vediamo?», seguita dai dettagli su ora e luogo — a far scattare per lui l’accusa grave di aver sfruttato prostituzione minorile.

Altri controlli sono stati già disposti. E proprio grazie a ulteriori verifiche si sarebbe scoperto che Mirko Ieni, accusato di essere uno degli sfruttatori,«gestiva» altre ragazze e soprattutto che filmava i loro incontri. Allegato agli atti ci sarebbe il verbale della giovane che così viene ricostruito dal giudice: «La ragazza riferiva che il filmino era stato girato a sua insaputa e riferiva che si era prostituita per Mirko perché lui era bravo a inserire gli annunci e a procurare i clienti».

Oltre al funzionario di Bankitalia, l’elenco dei clienti iscritti nel registro degli indagati comprende professionisti, imprenditori, impiegati, e addirittura uomini che contattavano le ragazze con telefoni intestati a donne, forse mogli o fidanzate. Tutti disponibili a versare centinaia di euro pur di avere un incontro con una delle due minorenni. Alcuni potrebbero essere stati fotografati. A raccontarlo al giudice è stata una delle due minorenni. La ragazzina ha raccontato: «Ho fatto alcune foto, in una avevo un costume rosso, in un’altra ero a seno nudo». Poi parla anche di un video «un porno, con le maschere però, che non si vedeva il viso». Potrebbe essere il materiale che serviva per ricattare i clienti e farsi consegnare altri soldi.

Redazione

[13/03/2014]

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