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Quando l’Educazione civica vola, il cuore batte forte. E va, libero e liberato, raggiunge altri cuori, altri respiri, altri ritmi, altre parole, che messe insieme ci raccontano che nel mondo, persino in questo mondo martoriato, ci sono esseri umani disponibili a porgere una mano, a fermarsi ad ascoltare: e ad agire. Ci sono adulti che si muovono come elfi nel bosco, osservano i bambini, ne colgono bisogni, gli aspetti positivi o problematici: entrano con discrezione nelle nostre vite, nelle nostre scuole, e sono portatori di bene e di pace.
Tanto pane fresco, croccante, non poteva che uscire dal forno del volontariato e di una scuola responsabile della sua funzione umana ed educativa. Si deve infatti a Gennaro Marotta, volontario dell’Associazione Amici del Cuore della Terraferma Veneziana, ai docenti della Scuola Media Manuzio e a un gruppo di studenti di italiano L2, questa importante iniziativa rivolta alle scuole, partita con una passeggiata libera e non competitiva al Parco di san Giuliano.
Grazie al lavoro di sensibilizzazione e al coinvolgimento di insegnanti motivati, come le professoresse Anna Salmistrari, Clara Codato, Deborah Coen e altri docenti, della Scuola Media Manuzio (alcuni in pensione e attivissimi nelle associazioni di volontariato come la professoressa Fiorella Mameli), il messaggio ‘del cuore’ ha raggiunto altri giovani battiti, anche in ragione di un evento triste che ha colpito un ragazzo del Bangladesh, morto a causa di una cardiopatia. Volontari e docenti hanno voluto “esserci”, fare, non hanno saltato il fosso, per non caderci dentro, hanno voluto entrarci, perché mai avrebbero sorvolato su una vicenda così drammatica.
Attraverso spiegazioni, lezioni all’aria aperta, confronti con i ragazzi, la pedagogia, l’educazione civica e sanitaria, la prevenzione, la Scuola e l’Associazione “Amici del cuore” hanno svolto un ruolo egregio. Temi quali lo sport, la nutrizione e il valore di una vita sana ed equilibrata, di fatto, anche grazie alla collaborazione dell’Associazione Nazionale biologi del Triveneto, hanno dato vita e respiro a quell’armonia che alberga nella speranza di ogni vita umana, che necessità di affetto, amore, socialità e salute. E le ragazze, i ragazzi, vivendo questa (insieme ad altre esperienze) vicinanza alla consapevolezza dei problemi della vita, avranno una ragione in più per divenire degli adulti responsabili.
Andreina Corso
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