Profughi di Lampedusa, i sindaci della Provincia dicono no a Jesolo

ultimo aggiornamento: 20/01/2014 ore 16:59

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massimo sensini sindaco fossalta di piave

Ancora aperto il dibattito sull’accoglienza dei circa 130 profughi che, provenienti da Lampedusa dovrebbero arrivare a Jesolo ed essere accolti dal centro della Croce Rossa cittadina. Il prefetto Domenico Cuttaia ha contattato numerosi sindaci della Provincia per capire chi fosse intenzionato ad ospitarne alcuni, ma tutti sembrano aver risposto con un deciso no.

I primi a rispondere picche sono stati i sindaci leghisti, coloro invece che non portano il fazzoletto verde hanno scelto il silenzio o addirittura hanno detto di non aver ricevuto la lettera con la domanda di disponibilità.

Il sindaco di Fossalta di Piave, Massimo Sensini (Lista Civica, nella foto) ha difeso i suoi concittadini: “Ci sono prima i nostri residenti, le giovani coppie, che hanno bisogno di una casa.”

Il sindaco di San Donà di Piave, Andrea Cereser (Pd) ha invece affermato: “Il nostro comune non ha strutture idonee. Il prefetto ha chiesto abitazione per almeno 20 persone, massimo 100, e non ne abbiamo. Resta il fatto che se ci sarà qualche privato che metterà a disposizione degli spazi per i profughi, lo potrà fare.”

Un barlume di speranza arriva solo dal sindaco di San Michele al Tagliamento-Bibione, Pasqualino Codognotto (Lista Civica): “Non ha abitazioni e strutture per ospitare i profughi. L’unica è il Cif, centro italiano femminile, che sul territorio ha già avuto simili esperienze e potrebbe essere nuovamente coinvolto se i vertici lo decideranno.”

Nel frattempo sembra già essere arrivato il giorno dell’arrivo dei circa 45 profughi che grazie ad un accordo sottoscritto a Dublino, sono quelli che chiedono asilo e protezione internazionale.

Alice Bianco

[20/01/2014]

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