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Prepensionamento dipendenti pubblici, cammino difficile

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Il ministro Madia ha cominciato a scontrarsi con visioni opposte al suo piano e la strada che porta al prepensionamento dei dipendenti pubblici non è per niente in discesa.
Stefania Giannini, ministro per l’Istruzione le risponde: «Un sistema sano non ha bisogno di mandare via gli anziani per far entrare i giovani. È necessaria un’alternanza costante». Curioso come pochi mesi fa proprio Scelta civica, il partito della Giannini, aveva proposto di pre pensionare 100 mila statali in cambio di un piano di assunzioni per gli under 30.
Il prepensionamento è necessario in un sistema che ha azzerato – praticamente – il turn over. Ormai in tutte le professioni l’accesso è bloccato e nei profili di lavoro siamo alla gerontocrazia.

La questione è riassunta con chiarezza dall’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano, Pd: «La staffetta generazionale è figlia della scelta di alzare a 67 anni l’età pensionabile, è proprio da quel brusco innalzamento che deriva l’aumento della disoccupazione giovanile, non dal conservatorismo di sindacati e imprese. Per questo la staffetta servirebbe sia per il settore pubblico sia per quello privato».
Il prepensionamento era stato studiato anche dal governo Letta. Per gli statali si disse che l’operazione poteva essere a costo zero. Quando a ritirarsi è un dipendente pubblico, in effetti, lo Stato ci risparmia: sia lo stipendio che la pensione sono a suo carico ma in media l’assegno previdenziale è più basso della busta paga di 8 mila euro l’anno. Ogni tre pensionati si liberano 24 mila euro l’anno, il costo di un giovane. Sono proprio questi i conti che hanno portato al nuovo annuncio del ministro Madia.

Paolo Pradolin

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Redazione
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8 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. 40 anni di lavoro dovrebbero essere un limite più che decoroso per avere la pensione !!!!

    dopo i 60 anni è GIUSTO che ci si goda una MERITATA pensione se pur ridotta rispetto a chi non molti anni fa è riuscito ad andare in pensione con META’ degli anni !!!!!!!

  2. Hai ragione, Peppapig, le persone parlano ma non si informano! E’ tutto vero, nel pubblico impiego chi si ammala paga i primi 10 giorni di malattia che arrivano anche a 49 euro lordi al giorno, se si è funzionari, tant’è che spesso si ritorna in ufficio, e non sempre si sta perfettamente bene. Relativamente alle critiche sul lavoro del pubblico impiego, ma chi la detto che nel pubblico impiego si lavora poco? Se ci sono queste persone, come si trovano in tutti i settori lavorativi, sono persone che non hanno dignità e vale per tutti! Nella vita ho sempre lavorato, e mi sono anche assicurata con i miei soldi per il lavoro. A titolo di cronaca, per chi dice che nel privato si sognano i prepensionamenti, le donne dipendenti del settore privato nel 2014 possono andare in pensione di vecchiaia con almeno 63 anni e nove mesi poi nel 2016 ci saranno altri cambiamenti. Le donne autonome nel 2014 possono andare in pensione con 64 anni e nove mesi. Volete sapere con quanti anni possono andare in pensione di vecchiaia
    le donne del pubblico impiego? A 66 anni e 3 mesi!!!!

  3. Privilegi? Appiattimento dell’iniziativa e della professionalità, umiliazioni, stipendi da fame. Se questi sono privilegi… Ma facciamola finita di offendere chi lavora onestamente, ha creduto per 40 anni ad uno Stato che ora non esiste più, dando i servizi al cittadino sacrificandosi e paga le tasse alla fonte, PRIMA DI INCASSARE LO STIPENDIO! E che nemmeno si puo’ ammalare perchè gli decurtano lo stipendio e non può pagare il metano per il riscaldamento! Ma basta! Sentite meno i telegiornali orwelliani di regime e studiate obiettivamente le situazioni.

  4. Ma certo, parliamo di abolizione dei privilegi della P.A., ma intanto permettiamo il prepensionamento (che qualunque privato SI SOGNA!!!). Bravi!

  5. Gustavo, VAI A LAVORARE! Da come parli non mi sembri un gran lavoratore. Forse, per quello che fai, ti senti in grado di scaldare una poltrona fino a 90 anni! Non sarai mica brunettaccio?

  6. Ma di cosa parlano?Per anni hanno detto che stiamo pagando le pensioni precoci e che bisognava adeguarsi al resto d’Europa in nalzando i limiti d’età .Questa era considerata una delle cause del nostro deficit.Adesso improvvisamente bisogna abbassare i limiti,addirittura prepensionare .Che significa?A costo zero?Poveri tutti noi!!!!!Che stanno tramando ?Qualcuno ci dica la verità .Grazie.

  7. Finalmente una proposta intelligente, mi riferisco al ministro Madia! Ma è così difficile capire che se si lasciano le persone addirittura sino a 70 anni a lavorare i giovani non entreranno mai nel mondo del lavoro? E poi mi chiedo, in qualsiasi ambito queste persone lavorino, vorrei proprio vedere con quale produttività, motivazione e iniziativa svolgono il proprio lavoro. Dopo i 60 anni la maggior parte delle persone sono stanche di lavorare, il più delle volte hanno anche dei problemi fisici, (è il corso naturale della vita), perché non dare la possibilità di uscita ha chi vuole di andarsene? Auspicando per tutti gli over 60, una pensione dignitosa senza troppe penalizzazione visto che già la Fornero ha pensato bene di far cassa, mettendo il sistema contributivo e allungando anche di 6/7 anni l’attività lavorativa.

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