Staffetta generazionale, andare in pensione prima si potrà ma costerà

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Prepensionamenti lasciare il lavoro

Nella seconda parte del lavoro presentato ieri da Renzi, cioè in questo famoso disegno di legge delega, quindi un progetto che non va subito in vigore ma con un lungo percorso parlamentare davanti, ci sono anche nuove norme per le pensioni. E’ innegabile che, per quanto necessiti di mettere a posto i conti, qualcuno deve correggere le distorsioni create da Fornero e Monti, e Renzi se ne rende conto.

Di prepensionamenti non si può proprio parlare, ma il nuove testo prevede comunque una forma di uscita anticipata dal lavoro.
Andare in pensione sarebbe possibile, secondo la nuova norma, a patto di accettare una severa sforbiciata all’assegno previdenziale.

Rispetto ai 66 anni e tre mesi di adesso sarebbe possibile lasciare il lavoro a 57 anni con 35 di contributi ma con un assegno calcolato interamente con il sistema contributivo, quello meno vantaggioso (siamo circa sul 50-60% dell’importo che si matura a fine percorso lavorativo regolare).

La stessa possibilità sarebbe estesa anche ai lavoratori del settore privato, applicando la cosiddetta opzione donna, una regola che oggi riguarda solo le lavoratrici.

Sempre nel disegno di legge delega c’è anche la possibilità di scegliere il part time negli ultimi cinque anni di lavoro: orario e stipendio al 50% ma con la garanzia di avere la stessa pensione di chi continua a lavorare a tempo pieno fino alla fine della carriera.

Redazione

[14/06/2014]

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