Pippo Baudo e il litigio con Bruno Vespa: ‘Ma chi è, il padrone della Rai?”

ultimo aggiornamento: 16/01/2014 ore 19:07

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bruno vespa televisione porta a porta

Quello che resta ad una settimana dal ‘match mediatico’ tra il Pippo Nazionale e il Vespa di Porta a Porta è l’impressione che ognuno sia rimasto sulle proprie posizioni. Da annotare l’ultimo commento di Baudo: “Ma chi è…? Il proprietario della Rai…?” rimasto senza seguito e punto a capo.

Pippo Baudo si era offeso. Per quanto fatto e per la sua carriera non aveva digerito di non essere stato invitato alla serata speciale di Porta a porta dedicata ai 60 anni della tv pubblica, andata in onda il 7 gennaio.


E non è l’unico a pensarla così, al punto che il senatore di Gal (Grandi autonomie e Libertà) Antonio Scavone, ha chiesto spiegazioni al presidente della Vigilanza Rai, Roberto Fico.

A quanto pare tra i motivi che hanno imposto lo stop al presentatore c’è Bruno Vespa, conduttore della serata: «Baudo non è stato invitato non per una dimenticanza, ma perché durante una riunione per la trasmissione sui 150 anni dell’Unità d’Italia sputò addosso a Claudio Donat Cattin, già vicedirettore di Raiuno e il più autorevole tra i nostri collaboratori, davanti a numerosi testimoni».

Pippo Baudo non ha accettato la ricostruzione, anzi ha attaccato: «Vespa non ha rispettato gli impegni di servizio pubblico e ha agito per vendetta personale. Ci si attacca a un episodio che riguarda una trasmissione tv, nel preparare la quale spesso si può anche trascendere e comunque lui non era presente. Si tratta di un fatto personale tra me e il signor Donat Cattin, che mi diede del mafioso. A me che mi hanno fatto saltare la casa perché parlai male di Nitto Santapaola? Il che però non autorizza Vespa a cancellare dalla storia di un’azienda un personaggio come il sottoscritto che ne ha fatto parte per 54 anni ai massimi livelli. E’ lui che si comporta da padrino».


Baudo poi si chiede: «Ma chi è diventato Vespa, il proprietario della Rai? Mi meraviglio che il presidente e il direttore generale non siano intervenuti e mi aspetto una spiegazione».

Vespa però è fermo nella sua posizione: «E’ per rispetto all’etica del servizio pubblico che non lo abbiamo convocato».

Redazione

[16/01/2014]

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