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domenica 28 Novembre 2021

Papa Francesco, gli sbarchi e Ebola

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Papa Francesco sbarchi e Ebola

“Siamo all’emergenza umanitaria, allarme rosso per le coste siciliane, pericolo Ebola per l’Italia” tuonano all’unisono i media italiani.

I dati resi noti dal Viminale hanno innegabilmente rilevato che gli sbarchi di clandestini in Sicilia hanno subito un incremento esponenziale all’indomani di tre eventi: la visita di papa Francesco a Lampedusa, l’avvio dell’operazione umanitaria Mare Nostrum e la depenalizzazione del reato di immigrazione clandestina.

Mentre la politica qualche dubbio se lo sta ponendo, chi ha dato l’input all’invasione delle coste italiane, non ha mostrato segni di pentimento o quantomeno di ripensamento.

Per nulla impressionato dalle centinaia di morti affogati e dal rischio Ebola per l’Italia, il giorno di Pasqua papa Francesco ha chiesto di curare i fratelli colpiti dall’epidemia di Ebola. A parte il fatto che non esistono vaccini in grado di curare il virus dell’Ebola (dettaglio che la dice lunga sul grado di competenza di Bergoglio che non è nuovo a “sparate” nell’ambito della medicina, vedi l’appoggio alla cura Stamina dimostratasi poi una bufala) è normale che un pontefice ficchi il naso in questioni laiche di ordine pubblico che spettano di pertinenza agli organi dello stato?

Come intendere, se non una presa per i fondelli, chi insiste a dire che la Chiesa non deve comportarsi come un’Organizzazione Non Governativa, ma poi di fatto vorrebbe trasformare la casa di Dio in una sorta di agenzia laica filantropica dedita alla soluzione dei mali del mondo? Gesù Cristo si fece carne per ottenere la salvezza delle anime (tanto dei poveri, quanto dei ricchi) o per fare concorrenza all’ONU, Marx, Che Guevara e la Camusso?

Gianni Toffali
Verona

[27/04/2014]

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