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martedì 28 Settembre 2021

PAPA FRANCESCO E I GAY | IL SIGNORE PERDONA E DI-MEN-TI-CA

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«Chi sono io per giudicare un gay, se viene nel nome del Signore?».
Durante Gmg a Rio de Janeiro «non ha parlato di aborto o matrimoni gay poiché «la Chiesa si è già  espressa» ed «era necessario parlare delle cose positive che mettono in cammino i giovani». Questo è Francesco, il Papa che manda in tilt il traffico e i responsabili della sicurezza perchè va improvvisamente ad abbracciare la gente: «so che può esserci un pazzo, ma c’è sempre il Signore».
Durante il viaggio di ritorno Francesco invece si apre e parla anche sui temi caldi fuori da ogni scaletta programmata.
«Io vedo che tante volte nella Chiesa si vanno a cercare i peccati, di gioventù per esempio, e si pubblica. Non i delitti, eh!, i delitti sono un’altra cosa: l’abuso di minori per esempio è un delitto, non è unpeccato. Ma se una persona, laico, prete o suora, commette un peccato e poi si converte, il Signore perdona. E quando il Signore perdona, il Signore di-men-ti-ca! E questo per la nostra vita è importante: quando andiamo a confessarci, e diciamo «ho peccato in questo», il Signore dimentica. E noi non abbiamo diritto di non dimenticare, perché corriamo il rischio che il Signore non si dimentichi dei nostri, di peccati, eh! È un pericolo! È importante, una teologia del peccato. Se ne scrive tanto, della lobby gay. Io ancora non ho trovato nessuno che mi dia la carta d’identità , in Vaticano. Dicono ce ne siano. Ma si deve distinguere il fatto che una persona è gay dal fatto di fare una lobby. Se è lobby, tutte le lobby non sono buone. Ma se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà , chi sono io per giudicarla? Il catechismo spiega che queste persone non devono essere discriminate ma accolte. Il problema non è avere questa tendenza, dobbiamo essere fratelli, il problema è fare lobby: di questa tendenza o d’affari, di politici o massoni, tante lobby…Questo è il problema più grave».

Altri temi scottanti, lo Ior:
«Io non so come finirà  lo Ior, alcuni dicono che forse è meglio sia una banca, altri un fondo di aiuto, altri di chiuderlo. Io mi fido delle persone dello Ior che stanno lavorando su questo, della commissione. Il presidente dello Ior rimane lo stesso, direttore e vice si sono dimessi. Io non so bene dire come finirà , il che è anche bello: perché si cerca, siamo umani, dobbiamo trovare il meglio. Ma le caratteristiche dello Ior, qualsiasi cosa sia, devono essere trasparenza e onestà ».

Benedetto XVI?
«L’ultima volta che due o tre Papi parlavano, litigavano per capire chi fosse quello vero! Io gli voglio tanto bene, a Benedetto. È un uomo di Dio, umile, che prega. Sono stato tanto felice quando fu eletto Papa. Quando ha dato le dimissioni per me è stato un esempio, un grande! Solo un grande fa questo. Adesso abita in Vaticano e alcuni mi dicono: ma non ti ingombra? Non ti fa la rivoluzione contro? Io rispondo che per me è come avere un nonno in casa, ma il nonno saggio, o il mio papà . In famiglia il nonno è venerato,è ascoltato. Lui è prudente, non si immischia. Se avessi una difficoltà , una cosa che non ho capito, gli telefonerei: ma, mi dica, posso farlo? Sono andato per parlare di Vatileaks e mi ha detto tutto con una semplicità … Quando si è congedato dai cardinali ci ha detto: tra di voi c’è il nuovo Papa al quale io prometto la mia obbedienza. È un grande!».

paolo Pradolin
[redazione@lavocedivenezia.it]

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[30/07/2013]


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