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[19/05] Delusione, questo è il sentimento di tutti coloro che avevano creduto alla candidatura di Venezia. E’ stato un grande impegno da parte di istituzioni, enti, associazioni, singoli imprenditori, politici, sportivi. Un impegno che non va disperso e che ha creato reti e sinergie utili per costruire una efficace lobby per il Veneto.

Ammesso, da quanto si evince dalla decisione del Consiglio nazionale del Comitato olimpico, che Venezia non avesse i requisiti – e questa è una questione che dovrebbe essere chiarita anche con il nostro Comitato promotore – resta il fatto che i conti, comunque, non tornano.

Io sono uomo di montagna e ho la memoria lunga. Vado indietro di una decina d’anni e ricordo le stesse fasi nelle candidature per le Olimpiadi invernali 2006 tra Cortina e Torino. Come si sa allora, alla fine, vinse Torino. Ma il capoluogo piemontese non aveva le infrastrutture adatte, non aveva gli impianti e non aveva tutta una serie di parametri in regola che invece aveva, eccome, Cortina.

Eppure vinse Torino! E oggi la riprova di quella scelta ingiusta è sotto gli occhi di tutti: a quattro anni di distanza si vedono solo “cattedrali nella neve”.

I trampolini, costati 34 milioni di euro, sono quasi disfatti. Le piste di fondo, gli impianti per il biathlon, per il bob (costato 61 milioni) sono sottoutilizzati o da chiudere.

Insomma soldi pubblici buttati al vento.

Ammesso che oggi Venezia non avesse tutti i requisiti richiesti, è da chiedersi, allora, perché Torino vinse su Cortina nonostante i dubbi sui requisiti del capoluogo piemontese?

Ci sono sempre due pesi e due misure? Sono cambiate le regole nel frattempo? E dove sono le garanzie del Governo Prodi per Cortina perché la montagna veneta venisse risarcita per una sconfitta ingiusta?

Troppi sono i conti che non tornano in queste decisioni per lo sport, e non solo.

Ripeto quanto ho detto in Consiglio regionale: questa della candidatura di Venezia sarebbe stata una prima cartina di tornasole della nostra capacità  di fare lobby. E’mancato il successo, ma la squadra potrebbe funzionare. Al Presidente ora spetta condurre un’analisi di come sono andate veramente le cose, ma soprattutto spetta la conduzione di una strategia di sistema che non isoli il Veneto dal contesto nazionale.

A Roma la candidatura olimpica perché è la capitale d’Italia. A Milano l’Expo perché è la capitale economica. E noi veneti continuiamo a fare i portatori d’acqua e a tirare la carretta?

Ma noi del Veneto a chi dobbiamo rivolgerci per avere una soddisfazione, una?

Dario Bond – capogruppo PDL in Consiglio regionale del Veneto

Riproduzione Riservata.

 

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