Nuovo Isee al via: sarà più difficile fingere. Fine dei finti poveri e dei dipendenti finti ricchi?

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Il tempo dei finti poveri potrebbe essere finito. Il vicino che vi guarda sorridendo perchè lui non dichiara ed ha tariffe agevolate per i posti all’asilo nido, per gli affitti di case pubbliche, per borse di studio, per tasse scolastiche e universitarie o per i pasti alle mense, potrebbe ridere meno da quest’anno.

Il nuovo Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente, è al via, è uno strumento più perfezionato e potrebbe essere in grado di scovare i furbetti o finti poveri che dir si voglia.

Il nuovo Isee nasce già nel decreto «salva Italia» dell’allora governo Monti, ma è stato finalmente condotto in porto dal governo Letta: il decreto entrerà in vigore l’8 febbraio e dovrà conoscere i suoi modelli applicativi entro 90 giorni (quindi il 9 maggio).

Lo strumento di misura economico nasce con l’obiettivo di misurare con più cura il reddito e il benessere delle famiglie. Appena entrerà in vigore, il nuovo strumento, così come anticipato da Enrico Letta, «consentirà l’accesso ai servizi alle persone che effettivamente hanno bisogno».

Il nuovo Isee, pur non essendo ancora noto nei suoi parametri, sarà più perfezionato facendo minore ricorso alle autocertificazioni, alle detrazioni e, in generale, avrà un ruolo decisamente più incisivo il patrimonio alla definizione del quale concorreranno tutte le voci di reddito. Ciò significa, in teoria, che sarà più difficile ai possessori di patrimonio figurare di essere più poveri (anche di molto) dei dipendenti.

Paolo Pradolin

[28/01/2014]

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