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Una nuova escalation ha colpito il Golfo: missili e attacchi Houthi hanno preso di mira aeroporti sauditi, mentre la risposta della coalizione guidata dall’Arabia Saudita ha colpito obiettivi nel nord di Sana’a.
A Riad si registrano vittime dopo che un missile ha centrato l’aeroporto internazionale Re Khalid. Lo scalo principale è rimasto chiuso e le autorità hanno disposto la didattica a distanza per le scuole fino alla fine della settimana. Sul sito dell’aeroporto è arrivato inoltre un secondo pesante attacco.
In un messaggio televisivo i miliziani Houthi hanno rivendicato gli strike. L’agenzia Afp riferisce che nella capitale saudita si sono verificate anche due nuove esplosioni nel centro città.
I ribelli filo-iraniani hanno annunciato di aver colpito anche l’aeroporto di Dammam e siti dell’azienda Aramco. Il loro portavoce militare ha avvertito compagnie e passeggeri che, escluse Mecca e Medina, scali e spazio aereo del regno sono ormai “teatro di operazioni”.
La controffensiva della coalizione saudita e delle forze governative yemenite è arrivata dal cielo, con raid anche a nord di Sana’a. Sono stati segnalati inoltre otto attacchi aerei vicino a Taiz, città assediata dagli Houthi dove mancano farmaci e carburante.
Da Washington, Donald Trump ha detto di valutare se unirsi ai raid sauditi e ha avvertito: “ci muoviamo molto in fretta”.
Un eventuale intervento statunitense potrebbe spingere gli Houthi a bloccare completamente lo stretto di Bab el-Mandeb, indicato come alternativa a Hormuz per il trasporto del greggio dal Golfo. Sullo sfondo resta anche lo stallo nei colloqui tra Iran e Stati Uniti.
A livello internazionale Onu ed Unione Europea hanno condannato gli attacchi su Riad. L’Alta rappresentante Kaja Kallas ha parlato di un “atto di terrorismo” e ha annunciato che la questione sarà portata al tavolo dei ministri degli Esteri dei 27.
I miliziani hanno infine ammonito il Qatar, accusato di essersi schierato al fianco dei sauditi nonostante il ruolo di mediatore.
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