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noi siamo grandi come la vita

Dal primo giorno di scuola superiore alle vacanze estive, passando per Natale e Pasqua. Un anno (scolastico) in compagnia di Laurel e le sue lettere ai personaggi famosi che non ci sono più. Solo a loro la giovane riesce a confidarsi a parlare della perdita di sua sorella May, solo loro possono capire il dolore dell’assenza e il vuoto che sente crearsi nella sua vita. Questo è Noi siamo grandi come la vita (traduzione di Chiara Brovelli), edito da Sperling & Kupfner , di Ava Dellaira, romanzo epistolare sulla falsa riga di Noi siamo infinito (Ragazzo da Parete), ma che ci fa emozionare allo stesso modo, facendoci entrare nel mondo di Laurel in punta di piedi per insegnarci ad amare un mondo complesso, rotto, ma per il quale vale la pena lottare.

Tutto inizia con un compito assegnato nei primi giorni di scuola: «Scrivi una lettera a una persona che non c’è più». E così Laurel scrive a Kurt Cobain, che May, la sua sorella maggiore, amava tantissimo. E che se n’è andato troppo presto, proprio come May. Per Laurel, la sorella era un mito: bella, perfetta, inarrivabile. Era il sole intorno a cui ruotava tutto, specie da quando i genitori si erano separati. Perderla è stato indescrivibile, qualcosa di cui Laurel non vuole parlare. Ecco perché ha scelto di frequentare un liceo diverso da quello di May, un posto dove nessuno sa cosa è successo davvero, dove non ci sono domande imbarazzanti o sguardi compassionevoli a rincorrerla. Sulla carta, invece, Laurel si lascia finalmente andare. E dopo quella prima lettera, che non consegnerà all’insegnante, continua a scriverne altre, indirizzandole a Amy Winehouse, Heath Ledger, Janis Joplin e altri idoli della sorella scomparsa.

Ava Dellaira sceglie con cura i destinatari delle lettere che la sua protagonista scrive: ognuno, infatti, si fa portavoce di un sentimento di Laurel. E così se si parla di coraggio sarà Amelia Earhart, la famosa pilota, a parlare con lei, se si parla di dolore sarà Kurt Cobain, trasgressione Amy Winehouse e via discorrendo.

Ma anche nelle anime più rudi, lei riesce a scavare a fondo a rapportarsi con loro e il loro dolore che le ha trasformate, agli occhi del pubblico, in anime perdute. In fondo questi eroi della letteratura, del cinema e della musica sono come Laurel: rotti dentro. E così veniamo trasportati con estrema partecipazione dentro il suo mondo, come dei voyeur ammessi a sbirciare lì dove Laurel vuole. Fino a che la penna non decide di diventare la sua completa valvola di sfogo e noi con lei.

Il lettore si trova a partecipare alla sua vita in maniera completa grazie ad una prosa coinvolgente e assolutamente ben scritta, che ci fa anche riflettere sulle difficoltà della perdita e della lontananza, su ciò che si crea dentro le persone quando il mondo che si conosceva, ad un certo punto, si rovescia.

E’ un romanzo introspettivo, duro e dolce allo stesso tempo questo Noi siamo grandi come la vita, che ci avvolge e ci mette davanti ad una realtà intima che, molte volte, non siamo in grado di vedere in noi oppure in chi ci sta intorno. Possiamo quasi dire che l’opera della Dellaira sia quasi catartica, perchè, una volta letto tutto, una volta espiato i nostri dolori e sofferenze di una vita attraverso le parole di Laurel, il nostro cuore è più leggero, perché sentiamo speranza, sentiamo che non siamo soli esattamente come lo comprende la giovane protagonista.

Il mondo che le si forma, volente o nolente, attorno, è un universo bellissimo nonostante tutti i suoi difetti e le persone (difficile definirli personaggi quando sono così ben delineati) lo rendono speciale, degno di essere vissuto pienamente.

 
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Laurel ritrova la vita e il coraggio tra strofe di canzoni e stanze di poesie, tra una scena di un film e le imprese di grandi donne, ma anche tra le braccia delle persone che amano, mentre noi lettori, ritroviamo un po’ di noi stessi grazie alle pagine di questo libro.

Sara Prian

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