
Morgan ha lasciato ai registi Francesco Fei e Consuelo Moschella due anni di accesso senza limiti alla sua vita privata per il documentario Non importa dove. Ha detto di non aver imposto confini agli autori, permettendo loro di entrare nella sua quotidianità e intimità.
Guardando il film si è sentito spettatore di una storia che parla di tutti: una narrazione in cui “non esce un eroe, né un antieroe”, ma resta l’arte e resta se stessi, ha spiegato. Morgan ha espresso la speranza che il pubblico riveda ciò che credeva di sapere su di lui.
Sul tema della ribellione ha ammesso di non sapere cosa rappresenti, precisando però di amare ciò che fa. In riferimento al contesto italiano ha affermato: “Più sei libero, più il sistema ti vuole raccontare come sbagliato”.
Ha inoltre assicurato che, nonostante tutto, la bellezza e la verità trionfano sempre.
L’articolo è firmato da Francesco Gatti e risale al 24/10/2026.
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