Marghera, domani 17 aprile, inaugurazione della ‘’Nave de Vero’’

ultima modifica: 16/04/2014 ore 11:18

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nave de vero marghera

Mancano ormai poche ore e il nuovo centro commerciale, la ‘’Nave de Vero’’, costruito a ridosso del negozio per il fai da te, Leroy Merlin, nella zona industriale di Marghera (Ve), aprirà i suoi battenti.


Progettato dal gruppo olandese Corio, specializzato nella grande distribuzione e che vanta grandi opere in tutta Europa, il centro commerciale ha un volume di 500 mila metricubi, oltre 55 mila metri quadrati di superficie, con un ipermercato di 4 mila metri quadrati e gallerie per oltre 15 mila.

120 le unità commerciali previste e con conseguenti aree di ristorazione, uffici e 2.400 posti parcheggio.


La “Nave de Vero” prende il suo nome proprio dalla prua della “Nave”, che si erge maestosa al di fuori del complesso e che è anche l’ingresso principale del centro. All’interno, il mega spazio commerciale sarà diviso in tre macro aree: la “Nave”, il “Faro” e la “Città”, collegate dalle malls, le vie dello shopping.

Particolare la Foodcourt, detta anche la “Città”, l’area ristorazione, che si affaccia su una grande piazza sovrastata da una cupola in vetro. All’interno del centro poi ci sarà anche un teatro, che ospiterà concerti ed eventi ricreativi.

La nuova architettura intende riqualificare e valorizzare la città di Marghera, l’unica cosa che preoccupa però, è la viabilità.

Flavio Dal Corso, presidente della Municipalità ha espressamente fatto sapere: ‘’La megarotonda sulla Romea dovrebbe essere la principale garanzia per evitare intasamenti nelle strade di Marghera. Quindi invitiamo i cittadini che si recheranno nel centro commerciale a percorrere la tangenziale e la Romea, evitando così il traffico di attraversamento. Naturalmente consigliamo anche di raggiungere la struttura con i mezzi pubblici, se possibile’’.

Alice Bianco

[16/04/2014]

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2 persone hanno commentato questa notizia

  1. meno male, era ora, si sentiva proprio la necessita di un grande ipermercato, che importa se i negozianti sotto casa chiudono, è il prezzo del progresso, l’avanzata verso l’anonimato, dov’è finito il sano rapporto tra negoziante e cliente che alla fine era anche motivo di socializzazione, solo i retrogradi possono pensare che si debba tornare indietro, bisogna andare avanti verso la globalizzazione, dove l’individuo deve contare sempre meno, evviva

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