Manovra: tagli e dismissioni per 1,6 miliardi. Scongiurato aumento benzina

ultimo aggiornamento: 10/10/2013 ore 13:49

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letta tagli e tasse

Via libera alla manovrina da 1,6 miliardi per rientrare dentro la soglia del 3% del rapporto deficit-Pil. Ci impiega meno di due ore il Consiglio dei ministri per liquidare il decreto di aggiustamento dei conti. Nell’ambiente si può ancora respirare la sensaqìzione di Fiducia di cui il premier va fiero: «Domani sarò a Washington per l’assemblea del Fmi e mi faceva piacere annunciare — ha affermato Saccomanni — non solo che il governo ha ottenuto la fiducia dal Parlamento ma anche che abbiamo preso misure per riportare il saldo di indebitamento netto nella soglia del 3%» dichiara Enrico Letta.

Congelate, per il momento, le altre ipotesi, come l’aumento dell’acconto Ires e Irap dal 101 al 103% e l’incremento delle accise sulla benzina di 6,5 centesimi al litro. Però sono saltati anche i 330 milioni per finanziare la cassa integrazione in deroga di cui il governo si occuperà più avanti.


Per racimolare il miliardo e 600 milioni che occorre per rientrare entro il 3% nel rapporto deficit-Pil il governo è ricorso ancora una volta a tagli lineari ai ministeri per 550 milioni e a una stretta agli enti locali per altri 550. Dalla vendita di immobili pubblici demaniali, garantita dalla Cassa depositi e prestiti, arriveranno 500 milioni.

Mentre il governo si apprestava a discutere di queste misure il Fondo monetario internazionale da Washington faceva raccomandazioni all’Italia, tra cui l’augurio che una possibile abolizione dell’Imu venga compensata con altre tasse o tagli alla spesa e sull’Iva, raccomandando anche di combattere l’evasione fiscale.

Paolo Pradolin


[10/10/2013]

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